
Andrea Guardini della Bardiani CSF sta disputando una buona stagione con la squadra diretta dalla famiglia Reverberi. Il ciclista italiano ha vinto due tappe al Tour de Langkawi regalando tante emozioni ai suoi tifosi. Il velocista sta tornando ad alti livelli e al Giro d’Italia potrebbe conquistare qualche tappa congeniale alle sue caratteristiche. Nel programma di Guardini c’è anche il Giro di Croazia, appuntamento utile per allenare la gamba in vista della grande corsa a tappe italiana. Ai microfoni di SportFair, l’atleta italiano della Bardiani CSF ha analizzato vari temi, soffermandosi anche sulla morte di Michael Goolaerts.
Quest’anno hai vinto due bellissime tappe al Tour de Langkawi. A quale sei più legato?

“A quella di Kuala Lumpur, perché quella tappa l’ho vinta tutte e cinque le volte in cui ho partecipato”.
Quali saranno i tuoi prossimi impegni?
“La prossima settimana sarò al Giro di Croazia e poi parteciperò al Giro d’Italia. Su quest’ultima ho studiato il percorso delle prime due settimane e ho notato che ci sono tappe adatte a me, in particolare la seconda e la terza oltre alla settima in Calabria”.
Rispetto allo scorso anno, il Giro d’Italia è più complicato? Punterai alla maglia ciclamino?

“Io credo che ogni anno il grande giro presenta un parterre di corridori non indifferente. Per la maglia giorno dopo giorno vedrò, ma penso più agli arrivi di tappa. Ma se fossi in classifica proverei a conquistare punti anche in altre tappe non congeniali a me. Ma ci sono tanti arrivi in salita e devo capire come sarà strutturato il regolamento. Sappiamo che ogni anno il punteggio cambia e devo capire quali saranno le differenze in questa edizione”.
La Bardiani CSF ha in squadra Manuel Senni. Il giovane ciclista è pronto per una vittoria di un grande giro?
“Con Manuel ho lavorato solo nel primo ritiro a gennaio perché ho realizzato un calendario differente dal suo. Ha grande potenziale e quest’anno vedremo cosa sarà in grado di fare. È un buon scalatore e in Bardiani CSF può esprimersi al meglio”.

In passato hai corso in molte squadre WorldTour come l’Astana e UAE Team Emirates, mentre adesso sei alla Bardiani CSF che milita nella categoria Professional. Ti è pesato questo salto indietro o il ciclismo è diventato universale e le categorie non contano più?
In realtà non mi è pesato ma mi ha spronato a fare bene. Ogni corridore deve riuscire a trovare la propria dimensione. In Bardiani CSF ho trovato un ambiente che mi si addice e che mi fa dare il meglio di me. Meglio essere in un ambiente giusto e non essere sfruttato al 100% in un ambiente WorldTour. La scelta è stata giusta e al Giro d’Italia vedremo quale sarà sostanzialmente la differenza”.
La morte di Michael Goolaerts ha destabilizzato l’ambiente delle due ruote. Hai un ricordo personale?
“Personalmente non l’ho mai incontrato e non ho mai corso con lui. Però quando se ne va un ragazzo di 23 anni è sempre tragico. Quando succede una cosa del genere è difficile prevederla. C’è gente che vive a lungo e persone che non arrivano a 25 anni, purtroppo è la vita. Siamo nel 2018 e purtroppo non riusciamo ancora a prevedere queste cose”.

Perché ti chiamano Flash? A cosa è dovuto questo simpatico soprannome?
“Diciamo che è dato dalla nostra passione per i film della Marvel e per la Digicomics. Mia moglie ha visto che Flash mi somiglia un po’ per il lavoro che faccio. Anche se il mio preferito è Iron Man”.
Oltre al ciclismo qual è il tuo hobby preferito?
“Ora che ho casa nuova il mio hobby è il fai da te. Nel tempo libero ho tante cose da fare come curare il giardino, anche se mi piace molto giocare alla Playstation 4. Mi sento ancora un bambino dentro!”.

