Il 2017 di Elia Viviani si è concluso non proprio secondo le previsioni del corridore italiano: l’ex ciclista del Team Sky infatti non ha corso nessun grande giro a causa delle scelte tecniche della squadra. Questo atteggiamento da parte del team britannico ha irritato il velocista azzurro che ha scelto di interrompere la collaborazione e passare alla Quick Step Floors. Una decisione molto importante che responsabilizza Elia Viviani, perché la squadra diretta da Lefevere nel 2017 ha vinto oltre 40 corse WorldTour. Il team belga ha puntato sul corridore italiano per conquistare il maggior numero di vittorie in stagione e soprattutto cercare di sopperire alle partenze sia di Marcel Kittel (passato alla Katusha Alpecin) che di Matteo Trentin (ingaggiato dall’Orica Scott). Per il velocista italiano la stagione 2018 sarà fondamentale soprattutto nella prima parte, quando il calendario WorldTour proporrà le classiche di primavera e di Monumento. Per essere al top della forma, Elia Viviani si è allenato in Sudafrica per 10 giorni insieme alla sua fidanzata Elena Cecchini e adesso ha raggiunto la Spagna per radunarsi con la Quick Step Floors. Il neo corridore della squadra belga ha analizzato i punti del team diretto da Lefevere, come riportato dalla Gazzetta dello Sport:
“penso di poter aumentare il numero dei miei successi. La chiave è il supporto del team, e avere degli uomini fissi per il treno con cui creare il feeling giusto. Senza aiuto per le volate, ormai ti giochi la metà delle occasioni: non sei al posto giusto, prendi vento prima. Ho raggiunto una maturazione fisica e mentale da leader, per raggiungere grandi risultati. Voglio essere un leader, non un ripiego arrivato. Io e Kittel siamo diversi. Potenzialmente è il migliore al mondo, ha vinto tanto e bene nei grandi giri, io nel 2017 ho cominciato a lasciare il segno nelle classiche. Forse io potrei essere più completo”.
Alla Quick Step Floors ci sarà anche Fernando Gaviria, vincitore della maglia ciclamino al Giro d’Italia. Elia Viviani ha spiegato la futura convivenza con il colombiano:
“no, sarà facile. In pista siamo stati rivali per davvero. Duelli veri uno contro uno, senza la mediazione delle squadre. E la sua tattica al Mondiale 2016, se ci penso, mi fa ancora arrabbiare. Ma non faremo tante gare insieme, non penso che saremo insieme al Giro, al Tour, alla Vuelta. Avremo i nostri gruppi anche se saranno intercambiabili. Penso che del mio faranno parte Morkov e Sabatini. E a un team come la Quick Step servono due grandi velocisti”.
Obiettivo principale per Elia Viviani è la Milano-Sanremo, la classicissima di primavera. Una corsa molto dura e difficile da interpretare a causa delle insidie lungo tutto il percorso italiano. Il velocista ha svelato quali saranno le strategie della Quick Step Floors per questa classica:
“chi non sogna per la Sanremo una squadra tutta a disposizione fin dal via di Milano? E per la verità non è una questione tra Gaviria e Viviani. Abbiamo Alaphilippe che l’ha sfiorata, Gilbert che vuole vincerla… Non è che per me la Sanremo 2018 sia una questione di vita o di morte. Per me è come l’Olimpiade: va provata e corteggiata prima di essere conquistata. E poi io preferisco essere in squadra con Gaviria piuttosto che non esserci”.
Elia Viviani ha raccontato i motivi del suo addio al Team Sky, dopo due anni intensi di gare e di vittorie di prestigio:
“per me è stato molto difficile lasciare Sky. Non sono uno che cambia molto e, nel primo anno, pensavo che sarei rimasto a vita. Si stava cominciando a formare un gruppo con gente come Dibben e Doull, come Puccio che mi stava vicino in salita. Al Romandia poi la volata me l’avevano tirata Froome e Moscon… Il problema è stato che, dopo i Giochi di Rio, per me sono aumentati gli obiettivi. E poi è arrivata l’opportunità della Quick Step, che è il team migliore per uno come me, così come Sky lo è per gli uomini da grandi giri. C’è una vera attitudine ad aiutare chi fa la volata. Si è visto all’ultima Vuelta con Trentin: ha vinto 4 tappe anche perché la squadra lo ha portato nella posizione migliore, pur mancando uomini come Sabatini e Richeze”.
Elia Viviani dopo l’oro conquistato alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nell’Omnium ha cambiato tipologia di allenamento e ha spiegato adesso quali sono i metodi praticati in strada:
“il gesto da allenare con frequenza è cambiato in maniera radicale. Il cambiamento è sostanziale e non sono per il peso, parliamo del fatto che in Brasile ero quasi 4 chili più pesante. Magari, per spiegarlo a un fan, può servire l’esempio della pressa. Il Viviani stradista fa 4 serie da 40 colpi per 80 chili, il Viviani pistard di Rio, il più ‘estremo’ della carriera, faceva 6 serie da 3 colpi per 200 chili. Oppure, l’allenamento per le volate e le partenze da fermo in pista. L’Elia stradista, in un giorno di lavoro specifico sullo sprint, arriva a fare 8-10-12 volate in tre ore; l’Elia pistard raggiungeva le 40 partenze da fermo nello stesso giorno. Ho raggiunto l’apice su pista, voglio raggiungerlo pure su strada. Per me vuol dire vincere la Sanremo, cimentarsi con il Fiandre: non mi considero troppo diverso da uno come Kristoff che il Fiandre l’ha vinto. Ed essere uno dei velocisti più forti nei grandi giri. Dopo un successo raggiunto, ho sempre la voglia di compiere un altro passo. Di obiettivi ne ho diversi e sarò sazio solo quando li avrò centrati tutti”.
