Ciclismo, Elia Viviani confessa: “non cambierei questi otto giorni col il titolo europeo”

Elia Viviani in otto giorni ha vinto 2 classiche e 2 frazioni al Tour du Poitou-Charentes. Il momento del corridore italiano è strepitoso

Elia Viviani sta vivendo un momento magico. Il ciclista del Team Sky ha vinto in 8 giorni 2 tappe al Tour du Poitou-Charentes e 2 classiche (Amburgo e Bretagna Classic). Dopo la cocente delusione all’Europeo, il corridore italiano ha lavorato molto per ottenere le rivincite su Alexander Kristoff della Katusha Alpecin. Il ciclista norvegese campione europeo è stato battuto nelle classiche e questa accesa sfida si protrarrà sicuramente in questo intenso finale di stagione.

Elia Viviani ha svelato quando ha pensato di diventare corridore da classiche: “ci pensavo dal Ferragosto dell’anno scorso da quando ho vinto l’oro dell’omnium a Rio ha dichiarato il corridore del team Sky come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Pensavo a diventare, su strada, un atleta in grado di vincere le classiche. Pensavo esattamente al Viviani che sono riuscito ad essere in questi ultimi otto giorni. Mai finora, su strada, avevo vissuto una giornata di tale grazia”.

LaPresse/Belen Sivori

La convocazione di Viviani per questa corsa è giunta solo venerdì e il suo compito era quello di aiutare Van Poppel e Kwiatkowski. Ma in corsa i due non sono riusciti a tenere il passo e hanno lasciato il via libera al ciclista italiano: “c’erano Van Poppel e Kwiatkowski con più gradi, ma Danny dopo 140 chilometri mi ha detto che non era in giornata. Kwiato mi ha dato il via libera a una ventina di chilometri dalla fine – ha proseguito -. Mi sono sentito responsabilizzato e ho preso qualche rischio, come quello di seguire in prima persona qualche azione nel finale sugli strappi. Come quella di Ulissi. Allo sprint, non ho perso la ruota di Kristoff ma un ad un certo punto mi sono trovato chiuso. Poi ho visto un varco sulla sinistra a fil di transenne a e mi sono buttato. Negli ultimi 60 metri ho passano tutti a doppia velocità. Non cambierei questi otto giorni col il titolo europeo“.