A Bedizzole, Alessandro Andreoli, ciclista della Tokens-Bettoni di Costa Volpino, ha finito una gara amatoriale in terza posizione. L’atleta però ha registrato delle grosse anomalie in salita raggiungendo delle velocità come un grande professionista del Tour de France o del Giro d’Italia. A fine corsa, i giudici del CSI (Centro sportivo italiano) si sono presentati da Andreoli e hanno controllato con una telecamera termica la sua bicicletta scoprendo un motorino nel telaio che garantiva maggiore velocità e maggiore tenuta.
Alessandro Andreoli, bresciano di 53 anni, ha rigettato la tesi dei giudici del CSI con parole dure: “hanno voluto controllarmi la bici. Dicono che avevo il motorino. Allora anche quelli che arrivano con me hanno il motorino. Ne vedo tanti che sono davanti e non fanno fatica. Hanno cercato i pulsanti ma non hanno trovato nulla. I giudici se la sono tenuta un’ora e mezzo mentre io sono andato a cambiarmi. Avevo le mie cose da fare e sbrigare – ha dichiarato l’atleta della Tokens-Bettoni di Costa Volpino come riportato da La Gazzetta dello Sport -. Vai te a sapere cosa hanno fatto. Loro sostengono che dentro c’è un motorino, ma non hanno trovato nulla. Le ruote non giravano”. Il cicloamatore ha spiegato come ha ricevuto la bicicletta: “da un privato conosciuto al mare a Forte dei Marmi – ha concluso – Non mi ricordo il suo nome e nemmeno il suo telefono. Ci siamo trovati per strada, la bici mi piaceva, mi ha fatto un prezzaccio e l’ho presa”.
Alfio Bettoni è il presidente della Costa Volpino. Bettoni è appassionato di ciclismo da anni e ha un negozio aperto dal padre dal 1974. Appena saputo del putiferio che ha coinvolto Andreoli, il presidente della Costa Volpino è andato su tutte le furie e ha dichiarato: “siamo sempre stati onesti e leali, commercianti e sportivi corretti. Nella mia squadra ci sono 198 tesserati, dai sei anni in su. Prima Andreoli era un buon cliente, da quando ha preso quella bici qualche mese fa non s’è più fatto vedere. Questa mattina (ieri, ndr) appena sono uscito in bici hanno cominciato a telefonarmi – ha dichiarato Bettoni-. Ho chiamato Andreoli e ha negato tutto. Mi sono fermato al bar del paese e mi additavano come un mascalzone. Sono andato a casa per non litigare, ma io ho la coscienza a posto. Poi lui mi ha ritelefonato e mi ha chiesto se ero preoccupato. Io, capisci? Poi mi ha detto: “Non è successo niente che ti riguardi. E’ solo colpa mia”. Mi ha fatto passare pure per deficiente. Domani (oggi, ndr) il mio avvocato torna dalle vacanze e volo da lui”.
