Ciclismo, continua l’orrore nelle strade: Martina Dogana e Irene Coletto investite mentre si allenavano

Continuano gli inidenti nelle strade italiane a causa delle disattenzioni da parte degli automobilisti. Ecco cosa è successo alle atlete Martina Dogana e Irene Coletto 

 Irene ColettoLo scorso martedì Martina Dogana Irene Coletto, della Pro Train Triathlon Coaching, sono state investite mentre si allenavano in bici a Vicenza. Le due atlete avevano la precedenza ma la macchina non si è fermata e ha proseguito senza fermarsi. Per le due cicliste sono state riscontrate diverse fratture e molte contusioni su tutto il corpo.
Sul sito della squadra è stata scritta una lettera da parte del coach della squadra per rincuorare le due ragazze e soprattutto avere maggiori garanzie da parte del Legislatore: “martedì scorso, 24 ottobre, al pomeriggio mi giunge la notizia che le mie due atlete, Martina Dogana Irene Coletto, sono state investite da una macchina mentre si allenavano insieme in bici. Martina davanti, Irene dietro, hanno la precedenza, ma niente…la macchina non si ferma. Loro non hanno sbagliato nulla. Sappiamo che anche noi ciclisti non rispettiamo sempre il codice stradale, ma in questo caso non era così. L’ aumento degli incidenti che coinvolge ciclisti è spaventoso. Dovuto a cosa? Distrazione al volante, anche per il cellulare. Aggressività. Stress. Non-rispetto, né di regole, né dell’ altro… questo d’altronde penso sia un problema della società in generale. Rimane il fatto che finora il legislatore non ha reagito. Queste righe non cambieranno nulla, ma come coach vorrei rivolgermi a voi, atleti: state concentrati al massimo quando siete fuori in bici, rispettate il codice stradale, frenate a ogni incrocio per rallentare e assicurarvi che gli autisti vi vedano, pedalate possibilmente su strade meno trafficate e come ultimo, ma più importante: imparate anche a fare delle sessioni (sopratutto di intensità elevata) sul ciclomulino. Un abbraccio speciale alle mie due donne di ferro: FORZA MartyFORZA Irene e un pensiero profondo a chi non c’è più, perché ha perso la vita pedalando”.