Il ciclismo è sotto accusa. Dopo l’attacco subito dal doping tecnologico, adesso il mondo delle due ruote è tornato sotto i riflettori per un altro spiacevole episodio. La campionessa olimpica e del mondo nel 2008, Nicole Cooke, ha presentato alla Commissione Parlamentare del Regno Unito un dossier carico di prove scottanti relative al sessismo e al doping.
La britannica spiegato che, durante la sua esperienza nel ciclismo, ha subito diverse discriminazioni sessuali in Gran Bretagna. La ragazza si scaglia contro il suo ex allenatore Simon Cope, accusandolo di non allenare le ragazze ma di stare dietro a Bradley Wiggins nel 2008. Cooke in quell’anno vinse i mondiali a Varese e le Olimpiadi a Pechino e, per le due importanti prove, chiese alla Federazione di avere un body integrale anzichè la maglia classica. Questa richiesta gli fu negata a causa della mancanza del logo Sky: “avevo il body dell’anno precedente ma mi avevano impedito di usarlo perché non c’era il marchio della Sky – ha dichiarato l’ex ciclista come riportato da it.blastingnews.com. – La mia compagna Emma Pooley ha preso ago e filo, ha ritagliato il logo dalla maglia e l’ha cucito sul body”.
Tema scottante è sicuramente quello del doping. Nicole Cooke affronta con orgoglio la battaglia sul grande male che attanaglia il ciclismo e ricorda quando aveva 19 anni d’esser stata incoraggiata a doparsi : “ero l’unica britannica della squadra e sono stata incoraggiata a doparmi da due membri della direzione della squadra” – prosegue la Cooke -. Ho passato queste informazioni all’agenzia antidoping britannica ma non è stato fatto niente, non sono state trasmesse alle autorità italiane. La lotta al doping è gestita da persone sbagliate con sistemi sbagliati e nel modo sbagliato”.
Infine durissimo attacco contro il Team Sky sul caso doping Bradley Wiggins. Il ‘Baronetto’ è stato accusato di abuso di Trattamenti Farmaceutici (TUE). L’ex ciclista aveva subito dichiarato di avere dei problemi di salute e che quel trattamento fu usato solo per curarsi. Una tesi che non convince Nicole Cooke che attacca: “piuttosto che la strana coincidenza cronologica delle malattie di Wiggins la questione più importante è chiedere ai medici della Sky se questi steroidi vengono usati per gli atleti fuori gara, – conclude -. Vengono usati correttamente per recuperare da un grave infortunio o piuttosto per perdere peso e guadagnare potenza nel periodo di preparazione?”