Bufera nella Federciclismo! Norma Gimondi si dimette: “aggredita verbalmente, dimettetevi tutti!”

La Federciclismo nel caos: Norma Gimondi si dimette e punta il dito contro presidente e consiglieri

Bufera all’interno della Federazione italiana di ciclismo: la vicepresidente Norma Gimondi, figlia del campionissimo Felice, si dimette e punta il dito contro tutti.

È iniziato tutto il 18 giugno: siamo stati convocati in Consiglio Federale per l’approvazione del bilancio consultivo e ho deciso di non approvare. Il 10 giugno avevo chiesto il dettaglio dei contratti di sponsorizzazione della Federazione ma mi è stato fornito solo un file excel riassuntivo. Era l’antipasto di quanto successo poi in questo mese… Il 4 agosto la Federazione ci ha inviato il verbale del 18 giugno. Il giorno dopo lo leggo e scopro l’esistenza di un nuovo punto di cui non si era discusso. Il punto 3.6 prevedeva di delegare al presidente Dagnoni la sottoscrizione dell’accordo per procacciamento d’affari tra la Federazione e la società Reiwa determinando in favore della stessa una provvigione di 106 mila euro“, ha raccontato Gimondi alla Gazzetta dello Sport.

Peccato che il 22 agosto il segretario generale ha mandato una bozza di verbale del Consiglio del 6 agosto dove si ammette che di Reiwa non si era parlato nella seduta del 18 giugno: il nominativo della società è stato indicato alla segreteria generale solo dopo e, pertanto, i contatti con la società erano stati successivi al consiglio federale di giugno. Quella delibera non è mai esistita, come la relativa votazione“, ha aggiunto.

Prima dei fatti di sabato, sono due gli episodi che mi hanno vista in disaccordo con i vertici federali. Il 20 febbraio ho votato contro il bilancio provvisionale: a quel punto sono stata emarginata. Poi il 18 giugno mi sono astenuta dall’approvazione del Consultivo e sono stata aggredita verbalmente dallo stesso consigliere col quale ho avuto un diverbio sabato”, ha continuato Norma Gimondi che ha ammesso poi di essersi candidata per il ruolo di vicepresidente solo dopo essere stata convinta da Silvio Martinello, poco dopo la scomparsa di suo papà Felice.

E pensare che suo papà, quando era ancora in vita, glielo aveva detto di non candidarsi. Ieri, Norma Gimondi, si è dimessa dal suo ruolo di vicepresidente e dovrà lasciare anche l’incarico al Coni.

Mi sento sconfitta, ma la speranza è che gli altri membri del Consiglio Federale siano più avveduti e in futuro leggano i verbali. A Dagnoni e ai consiglieri dico: dimettetevi tutti“, ha concluso.