Corridori della Bahrain Victorious positivi alla tizanidina, il team risponde alle accuse: “mai informati di un risultato relativo a questa o altre sostanze”

La Bahrain Victorious accusata di aver usato una sostanza dopante, la tizanidina, che però non è presente nella lista delle sostanze proibite dalla Wada: la posizione del team

Arrivano importanti novità nel mondo del ciclismo, che vedono coinvolta la Bahrain Merida. Il team era stato oggetto di perquisizione durante lo scorso Tour de France, quando la gendarmeria francese ha prelevato dei campioni di capelli dai ciclisti, controllando anche le loro camere d’albergo.

Un episodio che aveva fatto tanto discutere ma che è presto finito nel dimenticatoio. A distanza di qualche mese sono arrivati i risultati degli esami effettuati sui campioni di capelli prelevati ai corridori, che confermano l’uso di tizanidina, in tre dei sette ciclisti del team. Questa sostanza era stata trovata nella camera del medico della squadra, ma non figura nella lista delle sostanze vietate della Wada.

La posizione della Bahrain Victorious

Il team Bahrain Victorious ha pubblicato oggi una nota ufficiale con la quale ha risposto alle accuse. “Il Team Bahrain Victorious e nessuno dei suoi corridori non sono stati informati ufficialmente o ufficiosamente di alcun risultato relativo alla tizanidina o ad altre sostanze. Il Team tiene a sottolineare che gli autori dell’articolo scientifico a cui si riferiscono tutte le accuse hanno inequivocabilmente sottolineato che la tizanidina non è una sostanza vietata nello sport. Il Team sta consultando una consulenza legale sulla natura in cui queste informazioni sono state pubblicate durante un’indagine in corso senza che il Team ne fosse informato, il che ha avuto un impatto sulla reputazione del Team. Al momento, il Team non ha ulteriori commenti“, si legge nella nota ufficiale della squadra.