Sull’attenti per il suo capitano, Vitor Hugo e quei segni del destino: “il gol non mi ha reso felice, lì non dovevo esserci io”

Dopo il gol segnato al Benevento, Vitor Hugo è tornato a parlare sottolineando di non aver gioito per un motivo particolare: in capo avrebbe dovuto esserci Astori e non lui

vitor hugo
Jennifer Lorenzini/LaPresse

Nel giorno del ricordo di Davide Astori spunta la testa di Vitor Hugo, il sostituto in campo del capitano viola che, alle ore 13, segna con il 31 un gol che vale tre punti. Una giornata difficile da raccontare, una rete che non trasmette gioia ma solo tristezza perché, a colpire quella palla, ci sarebbe dovuto essere Davide e non Vitor. A sottolinearlo è proprio il difensore brasiliano ai microfoni di Globoesporte:

“E’ stato un giorno difficilissimo, dopo una settimana immensamente triste. Per la prima volta in vita mia non c’era felicità nel segnare. Forse perché dentro di me sentivo che non dovevo esserci io lì in campo, ma Davide. Ciò che mi ha confortato, però, è stato il rendere omaggio al mio capitano, la prima persona che mi ha abbracciato all’arrivo a Firenze. Un riferimento dentro e fuori dal campo. Entrare in campo al posto del nostro capitano e del nostro punto di riferimento, è stato difficilissimo. Volevamo provare a concentrarci per 90 minuti sulla vittoria da ottenere, per regalarla a Davide. E così faremo fino alla fine. Giocheremo sempre per lui”.

Jennifer Lorenzini/LaPresse

Arrivato in estate per otto milioni dopo aver vinto il campionato brasiliano con il Palmeiras, Vitor Hugo è un tipo capace di emozionarsi per le cose più banali. Ecco perché l’abbraccio ricevuto da Astori il primo giorno di ritiro a Moena ha fatto scattare qualcosa nel difensore verdeoro che, dopo il gol, non ha potuto fare altro che mettersi sull’attenti per omaggiare il suo capitano. Adesso toccherà a lui prenderne l’eredità in campo, anche se crediamo che non sarà affatto facile.