
Poco gioco, scarsissime idee e una fiducia tra allenatore e squadra che già comincia a vacillare. Gattuso urla e si dispera in panchina anche sul 3-0, il Milan però in campo non ne risente affatto, continuando a barcollare sotto i colpi di un Hellas davvero spumeggiante. Verona continua ad essere ‘fatal’ per i rossoneri, bastonati sia dal punto di vista delle idee che da quello del gioco, troppo superiori gli uomini di Pecchia rispetto a quelli di ‘Ringhio’ che, da quando ha preso in mano il Milan, pare abbia visto crescere a dismisura i suoi capelli bianchi. Il ritorno alla difesa a quattro non sortisce i frutti sperati, gli attaccanti appaiono molli e fuori dal gioco, con Kalinic e André Silva che continuano a non vedere la porta. L’unico che prova a metterci qualcosa in più è Patrick Cutrone, il solo appiglio positivo in un marasma di… nulla. Bonaventura fuori dal gioco, Suso sull’orlo di una crisi di nervi, esplosa poi negli ultimi minuti di gioco con un rosso diretto sventolatogli da Orsato per un brutto pestone.

Ma a questo punto la domanda sorge spontanea, era davvero necessario esonerare Montella? Nonostante i risultati non fossero certamente esaltanti, l’Aeroplanino stava provando a plasmare un Milan a sua immagine e somiglianza, interrompere il suo lavoro per affidare la panchina ad un traghettatore come Gattuso non è sembrata la soluzione migliore. Le vittorie con Bologna e Verona (in Coppa Italia) sono sì servite per tirare su la testa, ma i ko con Rijeka ed Hellas mettono a nudo tutti i limiti della squadra. Gattuso non sarà certamente Padre Pio, i miracoli difficilmente potrà farli ma forse, Fassone e Mirabelli, un pochino di criterio in più nelle scelte avrebbero potuto mettercelo eccome…
