
Italia, parla Ventura – “Marcello Lippi aveva i campioni da selezionare. Conte all’Europeo ha avuto il tempo di fare l’allenatore e dare forma alla squadra. Io i giovani come faccio a tirarli fuori? Me li vado a cercare. Dopo lo stage con 22 ragazzi, li ho fatti tutti controllare la domenica successiva, perché se avessero avuto l’atteggiamento da fighi non sarebbero più tornati in azzurro. Nessuno ha toppato. Oggi i club fanno giocare più giovani che dieci anni fa. È un concetto che rimbalza, un’onda che cresce: per me i grandi movimenti nascono così”, firmato Giampiero Ventura. Il Ct della Nazionale azzurra si racconta in una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera ed i temi affrontati sono davvero tanti. Alcuni decisamente scottanti.

Italia, parla Ventura – Su tutti quello riguardante la Gea (società in passato legata al nome di Luciano Moggi): “sono rimasto fuori dal grande giro anche per colpa di correnti di potere stile Gea? In buona fede sì. La colpa è stata anche mia, che non ho capito che il calcio stava cambiando: più che l’essere, contava apparire. Questo l’ho pagato clamorosamente”.

Italia, parla Ventura – Capitolo ‘calciatori ribelli’: “Balotelli? Ci vuole un rapporto e quando parleremo capiremo se ci sarà la possibilità di collaborare con lui. Sino adesso non ha fatto quello che le sue qualità gli avrebbero consentito. Su Pellé in un club avrei avuto tempo di lavorarci, qui no. So che ha chiesto scusa ai compagni. Gli auguro di aver capito, ma lo dico più per lui che per me. Penso a storie di talenti per i quali i soldi hanno inciso negativamente, come quando uno vince al superenalotto e si rovina la vita”.
