Aleksander Ceferin si prepara ad essere riconfermato alla guida dell’UEFA come unico candidato presidente del congresso che si svolgerà domani a Roma. Ceferin sembra avere le idee piuttosto chiare in merito al futuro del calcio internazionale, restando ben saldo sulle sue posizioni ‘conservative’ in merito ai principali temi da affrontare. Niente Superlega ad esempio, un campionato con le big di tutta Europa: “ucciderebbe il calcio e sarebbe noioso vedere Psg-Juventus ogni settimana”. Queste le parole riportate dalla ‘Rosea’ che raccoglie inoltre un estratto da ‘Le Monde’, giornale francese al quale Ceferin ha espresso il suo parere negativo riguardante il Mondiale in Qatar a 48 squadre: “il Qatar non può organizzare da solo il Mondiale a 48 squadre. E non ha buone relazioni politiche con i paesi vicini. Si può legalmente affiancargli un altro paese o bisogna lanciare un’altra gara di attribuzione? Visto che il Mondiale si giocherà a dicembre, bisognerebbe togliere ancora più date ai campionati nazionali, soprattutto in Europa. Non penso che sia realizzabile”.
UEFA – Linea dura per Ceferin: “Superlega? PSG-Juventus ucciderebbe il calcio ogni settimana. Mondiale a 48 squadre? Dico che…”
Pronto ad essere confermato alla guida dell'UEFA, Aleksander Ceferin conferma la volontà di non voler dare seguito a progetti riguardanti Superlega e Mondiale in Qatar a 48 squadre
Niente da fare anche per il nuovo Mondiale per club proposto da Infantino: “è un progetto da 25 miliardi di dollari di cui non sappiamo nulla, finanziato da un fondo estero di cui ignoriamo l’identità. Rimaniamo contrari poiché vogliamo sapere chi c’è dietro. Il calcio non è in vendita. L’Uefa e il calcio in generale, al mio arrivo, avevano delle macchie. Noi abbiamo instaurato il limite ai mandati e un comitato di governance più solido, procedure di attribuzione trasparenti per tutte le finali. Platini? E’ stato un buon presidente, una superstar con il carisma. Io sono meno esposto, le persone mi conoscono di meno. Quando sono stato eletto, l’Europa del calcio aveva piuttosto bisogno di un avvocato, tutto era un po’ in disordine e la percezione della gente era ‘sono tutti corrotti’. L’Uefa è un’organizzazione pulita e più trasparente perché i tempi sono cambiati”.
