Tra Legge Melandri e diritti tv, il ministro Lotti svela: “ecco come cambio il calcio”

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il ministro dello Sport Luca Lotti svela i suoi programmi per quanto riguarda il calcio

Il territorio è nuovo ma con Malagòil rapporto è vecchio. Durante il governo precedente abbiamo collaborato su vari progetti. Oggi le cose sono cambiate. Perchè c’è un ministro che ha intenzione di sfruttare le prerogative che la legge gli consente. Ci sarà collaborazione e controllo che però non sarà di verifica su ciò che il Coni sta facendo in termini di provvedimenti puntuali. Ma che vuol dire esercitare da parte mia il potere di co-indirizzo sulle politiche pubbliche sportive del nostro Paese“.

LaPresse/Alfredo Falcone
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Così il ministro dello Sport, Luca Lotti, in un’intervista pubblicata oggi sulle pagine de ‘La Gazzetta dello Sport’, in merito ai rapporti con il presidente del Coni Giovanni Malagò. “Ho preso un impegno chiaro e concreto. E lo porterò a termine – spiega Lotti in merito all’esigenza di riformare il sistema politico sportivo – c’è un disegno di legge già approvato al Senato, che mi auguro possa essere calendarizzato al più presto alla Camera, che porterà a due il limite massimo dei mandati. Metteremo fine al problema e lo faremo entro un paio di mesi. Questo limite varrà anche per la presidenza del Coni“. Il 6 marzo si vota per la presidenza della Federcalcio e la rielezione di Tavecchio non è poi così scontata.

LaPresse/Alfredo Falcone
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Presto sarà anche la volta della Lega dove le società paiono ancora alla ricerca di un’alternativa a Beretta: “intanto mi auguro che in Lega si voti prima, sarebbe davvero un bel segnale. Per quanto riguarda la Figc l’auspicio è che i delegati vadano alle urne con uno spirito di rinnovamento. E quindi guardino ai programmi più che alle persone. E’ necessaria una riorganizzazione del pianeta calcio che preveda una migliore valorizzazione dei nostri campionati oltre che, naturalmente, degli stadi tenendo conto del tipo di pubblico che vogliamo attrarre. E serve grande attenzione al settore giovanile, alle società sportive e agli allenatori di base“. Il tema forse più spinoso è la legge Melandri-Gentiloni che regola la distribuzione dei proventi dei diritti tv ed è diventata la vera cassaforte del calcio italiano. Da anni si parla di cambiarla ma nessuno ci riesce. “Adesso la Premier vale certamente più di noi. Partendo da ciò dobbiamo fare in modo che la Serie A torni a pesare come un tempo. Come? Io non ho cinque anni davanti, devo fare in fretta. Utilizzerò la modifica della legge Melandri come veicolo all’interno del quale inserire determinate novità anche al di fuori del capitolo diritti tv.

LaPresse/Alfredo Falcone
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Tanto per fare un esempio, gli incentivi a costruire stadi di proprietà rientreranno in questa che sarà un vera e propria legge di sistema. E’ un tema che discuterò con le società. Venendo ai diritti tv, i criteri di assegnazione di determinate risorse devono essere più chiari. Sono disposto a far salire fino al 50% la divisione delle risorse in parti uguali. Ma poi servono parametri maggiormente misurabili. La valutazione dei risultati sportivi, per esempio, deve essere fatta sugli ultimi cinque anni e non andando indietro di mezzo secolo. Il bacino d’utenza e il numero dei tifosi definiti con metodi che possono apparire approssimativi vi sembrano giusti? Il concetto di base, comunque, non sarà togliere ai ricchi per dare ai poveri. Il riequilibrio – conclude Lotti – si può ottenere in modo diverso“. (ITALPRESS)