Tra Champions e futuro, Handanovic racconta: “vi racconto cosa mi ha fatto più male”

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Samir Handanovic ha raccontato questi suoi cinque anni all'Inter, svelando alcuni particolari retroscena

L’Inter corre grazie anche alle sue parate, utili a difendere quei risultati che stanno regalando ai nerazzurri un posto in Europa. Samir Handanovic è senza dubbio l’uomo in più della squadra di Pioli. Sicurezza, determinazione e personalità i suoi pregi principali che, abbinati ad una straordinaria tecnica, fanno dello sloveno uno dei migliori portieri in Italia.

LaPresse/Alfredo Falcone
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L’obiettivo personale di Handanovic è senza dubbio la Champions e non lo nasconde nel corso dell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport: “tutto è ancora in ballo per la Champions, certo, le altre corrono parecchio, ci tocca allora andare più forte. La gara di domenica darà risposte importanti. Inter-Roma? Intanto spero in una bella partita, spero in particolare che alla fine si parli solo di calcio. È una gara fondamentale per noi, importantissima per loro. La Roma è infatti seconda, e non può permettersi errori in prospettiva scudetto. Sarà durissima: li ho visti rifilare in pochi giorni quattro gol a Fiorentina, Villarreal e Torino. In ogni modo, ora anche noi non siamo semplicissimi da affrontare.

LaPresse/Valerio Andreani
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All’Olimpico perdemmo per un calcio piazzato, e uscimmo molto incazzati, perché la sensazione era quella di poter fare il grande colpo: si poteva vincere, eccome se si poteva vincere. Conosco il modo di allenare di Spalletti. La squadra in campo rispecchia le sue idee, e si vede. Occhio a Nainggolan e alla velocità di Salah. La Roma non è comunque una squadra che vive di individualità: è forte come collettivo, è organizzata benissimo“. Sono cinque le stagioni trascorse in nerazzurro, Handanovic sottolinea i suoi crucci: “più che non aver ancora vinto niente, mi faceva male la sensazione a priori che non saremmo comunque riusciti a competere a certi livelli. Ci sono stati stravolgimenti davvero epocali dal punto di vista societario e poco ci ha aiutati l’aver cambiato molti giocatori e tecnici.

LaPresse/Spada
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Vedevo la gente delusa per un quarto o quinto posto, e li capivo, ma in realtà non si poteva fare meglio, perché gli altri erano più forti. Non mi son pentito di essere venuto qui, una chiamata dall’Inter è il sogno di tutti i giocatori. Da Udine guardavo questa meravigliosa squadra vincere scudetti e la Champions League, era impossibile prevedere certi stravolgimenti. Detto questo, l’Inter è sempre uno dei cinque-sei club più prestigiosi del mondo, e oggi la sensazione è quella di essere nuovamente all’inizio di qualcosa di importante. A Milano anche senza Champions? Sì! E non è detto che non si vada subito in Champions League“. 

LaPresse/Daniele Badolato
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Sui colleghi italiani, Handanovic si sofferma su Buffon e Donnarumma: “Gigi è un portiere eccezionale, lo stimo moltissimo. Donnarumma è il futuro del nostro ruolo. Sia chiaro, non amo dare consigli, perché alle persone intelligenti non servono, però magari a un giovane possono essere comunque utili. E allora se Donnarumma me lo chiedesse gli consiglierei di restare in Italia ancora qualche anno per completarsi a livello tecnico e mentale. E’ talmente forte e giovane che avrà tempo per andare in ogni parte del mondo a dimostrare tutto il suo valore, che è appunto enorme. Un mio erede? Meret, senza dubbi. Oltre ai mezzi tecnici e fisici, vedo un ragazzo a posto, un professionista serio. Ha poi fatto un’ottima scelta andando a giocare un anno in Serie B. Futuro? Voglio giocare fino a 40 anni, e poi restare nel calcio, ma con compiti di campo.