La domenica della 34ª Giornata di Serie A si chiude con Torino-Milan, big match che mette in palio 3 punti importantissimi nella corsa Champions League. Dopo le vittorie di Roma e Lazio e in attesa dell’Atalanta, impegnata domani contro l’Udinese, sono 5 le squadre, nello spazio di 3 punti, a contendersi il quarto e ultimo posto valevole per l’Europa.

Continua ad alimentare il sogno europeo il Torino di Walter Mazzarri, grintoso e pragmatico come il suo allenatore che rimedia l’ennesima espulsione della sua carriera, ma trasmette grande energie ai suoi ragazzi che dominano in lungo e in largo e raccolgono 3 punti importanti dopo il triplice fischio. Prima il rigore trasformato da Belotti, poi il gol di Berenguer, consentono ai granata di raggiungere la 14ª vittoria stagionale, la terza nelle ultime 5 gare nelle quali ha raccolto 11 punti. Granata che si confermano cinici in attacco e soprattutto solidi in difesa (3ª miglior retroguardia del campionato), con Sirigu che sbatte più volte la porta in faccia ai rossoneri, neutralizzando due nitide palle gol su Bakayoko.

Milan completamente al tappeto. L’immagine di una squadra che non sta in piedi, totalmente all’opposto dei valori e delle qualità di uomo, giocatore e allenatore che Gattuso ha incarnato durante la sua carriera. Squadra sfiduciata, incapace di reagire al dubbio rigore fischiato su Izzo; in totale confusione, incapace di creare un’azione ragionata e fornire palloni giocabili agli attaccanti, che siano Piatek (tenuto in panchina) o Cutrone (lanciato titolare); in preda alla frustrazione che costa il rosso a Romagnoli (applausi all’arbitro) e 6 cartellini gialli; ma soprattutto ‘tradita’ dai suoi giocatori cardine, partendo da Suso e Calhanoglu, veri e propri fantasmi in campo, passando per un Kessiè stanco e demotivato, specchio perfetto del Milan attuale.

Ci mette del suo anche Gattuso che toglie Paquetà e Suso, i giocatori di maggior qualità della squadra, per Piatek e Borini, preferendo due giocatori grintosi in grado di dare la scossa ad una squadra che ha disperato bisogno di aggrapparsi alle emozioni, perchè di ragione, tattica e schemi non è rimasta neanche l’ombra. Nello spazio di 2 giorni il Milan è scivolato prima dal quarto al quinto posto sabato, dopo la vittoria della Roma, poi sesto questa sera dopo il ko contro il Torino e domani potrebbe ritrovarsi addirittura settimo e fuori dalle coppe nel caso in cui l’Atalanta dovesse fare almeno un punto. Sono 4 i gol fatti e 6 quelli subiti nelle ultime 5 gare, nelle quali i rossoneri hanno raccolto 5 punti. Questo Milan non merita la Champions League e la classifica lo conferma.
