Tatuaggio Depay – #Roarrr! C’è un maestoso leone sulla schiena del calciatore: il ruggito di chi non si arrende alle delusioni della vita

Il tatuaggio di Depay ha catturato l'attenzione di fan e appassionati di calcio: un maestoso leone spunta sulla schiena del calciatore olandese

Credits: Instagram @saadrmili45
Credits: Instagram @saadrmili45

Tatuaggio Depay: che spettacolo! – Olanda-Italia è terminata da pochi istanti. I giocatori si stanno sambiando saluti e complimenti nel classico terzo tempo. Qualcuno chiede all’estroso esterno olandese Depay la maglia. Lui acconsente e se la toglie, poi il colpo di scena: l’ex PSV lascia scoperta la sua schiena, rivelando uno spettacolare tatuaggio raffigurante un maestosto leone. L’immagine ha fatto presto il giro del web catturando l’attenzione di fans, appassionati di calcio e amanti dei tatuaggi che hanno postato sui social diverse foto di Depay con l’hashtag #Roaaar!

Credits: Instagram @katrinarochelle88
Credits: Instagram @katrinarochelle88

Tatuaggio Depay: il significato – Ma qual è il significato di questo particolare tattoo? Il tatuaggio del leone di solito rappresenta i valori del simbolismo legato alla figura dell’animale: caratteristiche come la saggezza, la forza, il coraggio, il potere di comando, l’eleganza. Il leone è una figura che affascina da secoli. Nell’antica Grecia i leoni erano i guardiani dei morti e di alcune divinità come Dioniso e Cibele; in Egitto erano simbolo della forza e della violenza del sole: un elemento che può fare del bene con il suo calore, ma è capace anche di seccare i raccolti e provocare carestie. Nella cultura Indù, il leone rappresenta invece una delle tante personificazioni di Vishnu. Quello del leone è dunque un tatuaggio che rispecchia l’indole autoritaria della persona che lo mostra con fierezza e che magari, nei momenti in di difficoltà, aiuta chi lo porta a ricordarsi di ruggire contro le difficoltà della vita.

Credits: Instagram @memphisdepay
Credits: Instagram @memphisdepay

Tatuaggio Depay: il passato fra rabbia e talento – A ben vedere dunque, è un tatuaggio che si sposa perfettamente con la storia di Depay che fin da ragazzino ha conosciuto la durezza della vita. Il motivo? All’età di 4 anni il piccolo Memphis ha visto suo padre uscire da casa, sbattendo la porta, senza mai farci più ritorno. Un abbandono che ha lasciato dentro il bimbo un senso di solitudine misto a rabbia che sfogava con i suoi coetanei. Spintoni, risse, insulti. Un leone (in gabbia) già da piccolo. Per fortuna c’è sempre stato il calcio ad aiutarlo, guidandolo dai periodi scalmanati dello Sparta Rotterdam, all’esplosione del suo talento al PSV, per poi passare alla convocazione nell’Olanda (Nazionale con il simbolo del leone nello stemma!).

LaPresse/PA
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Poi la maglia del Manchester United, la consacrazione che tarda ad arrivare e si perde fra i ruggiti a muso duro con quell’altro vecchio leone di Mourinho, ancora desideroso di non lasciare il suo posto in quella savana chiamata Premier League (campionato che ha per simbolo un leone!). Adesso nel presente di Memphis c’è il Lione (coincidenze?), squadra nella quale sembra essere tornato ad alti livelli a suon di gol fantastici e grandi prestazioni. Il tutto seguendo un unico filo conduttore: quella rabbia ruggente che si porta dietro fin da bambino e che gli ha fatto rinnegare il suo stesso cognome. Sulle sue spalle ci sono solo il nome, Memphis, sulla casacca, e la sua rabbia raffigurata in un leone sulla sua schiena.