Gli Europei di calcio femminile stanno regalando spettacolo, emozioni e anche storie speciali. Mentre l’Italia deve lottare per ottenere la qualificazione a finire sotto i riflettori è Nadia Nadim, giocatrice della Danimarca.
La vita di Nadia è stata messa alla prova sin da quando era bambina: è nata in Afghanistan, dove ha vissuto da piccola. Nadia è diventata orfana all’età di 12 anni e la sua vita è andata avanti grazie alla sua voglia di vivere e alla passione per il calcio. La più giovane di 5 fratelli, Nadim viveva a Kabul con la sua famiglia, quando scoppiò la guerra in Afghanistan e i talebani si impadronirono del Paese. Suo padre era un militare e una persona influente nel Paese e dopo un incontro con un alto comando non è più tornato a casa.
La madre si trasferì con i figli con passaporti falsi in Pakistan: “fino ad oggi, io e le mie sorelle non sappiamo ancora come abbia fatto, ma mia madre ha fatto in modo che i trafficanti ci aiutassero a fuggire attraverso il confine pakistano“, ha spiegato la giocatrice.
La madre di Nadia Nadim, poi, ha deciso di salire su un camion con tutta la famiglia, convinta di portare i figli a Londra, per poi finire in Danimarca, dove ha trovato sicurezza in un campo profughi, “uno dei periodi più felici della mia vita“.
Nadia ha dovuto lottare per poter rappresentare il Paese che l’aveva accolta. Grazie al calcio è riuscita ad integrarsi in una nuova nazione e oggi si batte per i diritti di chi vive situazioni simili alla sua.
“Siamo passati dal vivere nella paura, ascoltando il suono di proiettili e bombe, a un posto in cui ci sentivamo molto al sicuro“, ha dichiarato ancora. E’ stato in Danimarca che ha iniziato a giocare a calcio e ha trovato una squadra femminile che la ha accolta. Crescendo è iniziata anche la sua carriera da calciatrice: “mi ha aiutato a migliorare il mio danese, fare amicizia e sentirmi accettato dai miei coetanei“.
A 20 anni la Nazionale danese l’ha chiamata per rappresentare il Paese, ma la FIFA non lo ha permesso: il regolamento prevedeva, infatti, che dopo aver ottenuto la cittadinanza, Nadia dovesse risiedere per cinque anni per poter giocare. E’ stato necessario l’intervento degli avvocati danesi per convincere la FIFA che si trattava di un caso speciale e così nel 2009 Nadia ha potuto debuttare con la Danimarca, diventando la prima calciatrice naturalizzata danese.
Nadia Nadim non è solo una calciatrice, è anche medico, infatti ha terminato la sua laurea da poco. A questo dobbiamo aggiungere che parla otto lingue: danese, inglese, tedesco, francese, hindi, urdu, persiano e pashto. La calciatrice danese sogna di aiutare le persone, con Medici senza Frontiere.
