Spalletti mette a nudo i problemi dell’Inter: “crisi? Sì, nella nostra testa. Ecco cosa ho detto ai ragazzi”

Inter in crisi di risultati, ma il vero problema è nella testa dei giocatori: Spalletti e la lezione di 'psicologia' in conferenza stampa

Due sconfitte e un pareggio nelle ultime tre partite di campionato, una vittoria sofferta ai rigori contro il Pordenone e il ko contro il Milan nel derby di Coppa Italia: sono questi i sintomi della crisi che ha colpito l’Inter nel mese di dicembre. Dal 3 dicembre, data dell’ultimo successo in campionato, ad oggi, l’Inter sembra aver smarrito le sue certezze e con esse il primo posto in campionato, i sogni scudetto e le ambizioni in Coppa Italia. Un momento no dal quale Luciano Spalletti, vera arma in più dei nerazzurri, cerca di tirare fuori i suoi ragazzi con un lavoro psicologico delicato. La crisi infatti è solo nella testa dei giocatori, è proprio Spalletti a spiegarlo nella conferenza stampa della vigilia di Inter-Lazio:

Crisi? Solo nella nostra testa

“Si cerca di portargli dei dati di fatto a quello che è successo, a quello che stiamo percorrendo come strada. Uno degli esempi è che se a questo punto ci fossimo arrivati con due sconfitte con Juve e Napoli precedentemente e poi avessimo vinto almeno una di queste due perse, il modo di vedere le cose sarebbe stato diverso. Prima questi calciatori hanno fatto cose eccezionali, ora è facile trovare qualche difficoltà. Abbiamo fatto tutto da soli e così possiamo trovare la soluzione. In questo momento qui, riesci a conoscere in profondità quelle che sono le tue qualità individuali. Nessuno ti dà la soluzione, noi abbiamo determinato che ci potessero dire qualcosa avendo fatto prima delle cose eccezionali. Dobbiamo avere chiaro chi siamo e da dove veniamo. Siamo una squadra forte e non possiamo essere in difficoltà se non vogliamo esserlo. Nel calcio ci sono momenti in cui le partite non le porti a casa mai nella vita. Devi lasciar scorrere il tempo e reclutare le energie che ti aiutano a reagire. Abbiamo dei dati che non ci fanno essere pessimisti. I pessimisti non raggiungono risultati importanti. Nei dati troviamo le soluzioni. Gli obiettivi vanno bene, ma la differenza la fa il sistema l’organizzazione, le procedure, il modo di lavorare che deve essere più riconoscibile, ma bello chiaro”.

Obiettivi e l”essere interisti’
“Ci sono gli spaventatori professionisti che dicono sempre il peggio, ora il quarto posto è a rischio, ma lo sarà fino alla fine del campionato. Abbiamo un lavoro e dei numeri a supporto. I calciatori hanno fatto vedere di avere i colpi in canna per poter risolvere le partite, hanno il colpo di reni. I tifosi dell’Inter, che domani saranno in 60mila, sono quelli che hanno in mano o in testa la soluzione. Hanno fiducia in quello che noi possiamo fare e i giocatori la pensano come me. Se durante le vittorie sono diventato più interista, ora che si è perso sono totalmente innamorato dell’Inter. I giocatori la vivono come me. Bisogna lasciare contagiare da quello che siamo, siamo una squadra forte”.