Schillaci a SportFair: “sono stato il primo italiano a giocare all’estero, oggi fanno bene ad andare fuori. La Cina sta investendo molto” [FOTO e VIDEO]

Totò Schillaci ha fatto innamorare il calcio negli anni '90. A SportFair ha raccontato le emozioni vissute ad Italia '90, parlando anche dell'attualità, dal "suo" Palermo a Ciro Immobile e Andrea Belotti

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Notti Magiche, inseguendo un gol! Era la frase che ha reso celebre la Nazionale di calcio del 1990. Quel mondiale è stato vinto dalla Germania, ma da tutti verrà ricordato per un grande giocatore venuto dal Sud Italia: Totò Schillaci. L’ex attaccante cresciuto nel Messina, ha fatto piangere di gioia tutti gli italiani per le sue giocate e per le sue acrobazie. Oggi l’ex giocatore di Juventus e Inter è stato a Reggio di Calabria per un incontro pubblico. Rintracciato dai microfoni di SportFair, Schillaci ha rilasciato interessanti dichiarazioni sul Palermo, sul Messina e sulla Nazionale.

Il Presidente Baccaglini secondo lei riuscirà a portare il Palermo alla salvezza?

“Non è che va in campo lui! Non la conosco la situazione. Io vivo da spettatore e voci da corridoio dicono che dovrebbe fare bene. La cosa fondamentale è salvarsi. La certezza della retrocessione non è matematica, ci sono tante partite. Siamo ad un passo dalla Serie B, però bisogna lottare fino alla fine”. 

Ad Italia ’90, lei ha fatto innamorare gli italiani. Chi è il Totò Schillaci del momento?

“Non lo so, ci sono tanti attaccanti bravi in Italia che stanno uscendo fuori. Immobile, Belotti stanno facendo molto bene. La Nazionale è una competizione diversa e mi auguro che loro due possano fare cose fantastiche”. 

Lei ha giocato col Messina. Che ricordi ha?

“Messina per me è stata importante. Ho trascorso 7 anni fantastici vincendo campionati e classifica capocannoniere. Devo ringraziare Messina per avermi fatto esordire in Nazionale”. 

Come è cambiato il calcio dai suoi tempi ad oggi?

“È cambiato molto, soprattutto nei moduli. Gli allenatori che escono da Coverciano hanno una mentalità diversa. C’è molto pressing, velocità e anche a livello economico”.

Lei è stato uno tra i primi a giocare in Asia. Quali sono le differenze tra quando è andato lei e oggi?

“Io sono stato il primo giocatore ad andare all’estero. Dopo mi hanno seguito tutti. Il mercato si è aperto e i giocatori italiani fanno bene ad andare a giocare all’estero. Adesso la Cina sta investendo bene per rilanciare il proprio calcio”.