
Il posticipo serale della 22° giornata di Serie A ripete, in maniera alquanto curiosa, la stessa sfida vista pochi giorni fa nel recupero, fra Roma e Sampdoria, ma soprattutto lascia due importanti segnali in vista del prosieguo della stagione: la Sampdoria è una squadra che merita l’Europa; l’annata della Roma rischia di naufragare. Il ‘modello Sampdoria‘ dovrebbe essere utilizzato come sinonimo di rebuilding perfetto per qualunque squadra, big comprese. A Genoa non è un mistero che l’aspetto economico giochi un ruolo di primo piano. In estate la Sampdoria ha realizzato plusvalenze importanti cedendo giocatori del calibro di Schick e Muriel, puntando tutto su giovani di belle speranze (come Torreira o Ferrari) e underdog. Cos’è un underdog? Un giocatore ‘sottovalutato’ ma in grado di poter fare la differenza se motivato ed inserito in un contesto importante: leggasi i ‘nuovi’ Duvan Zapata o Gaston Ramirez, ma anche i vecchi Quagliarella, Viviano o Silvestre, fra i migliori in Serie A nei rispettivi ruoli ma che dalle loro carriere hanno raccolto forse meno di quanto meriterebbero. Innegabile l’influenza di Giampaolo nelle loro prestazioni. L’allenatore ex Empoli ha creato una piccola/grande realtà in grado di fare scuola: un gruppo ordinato, entusiasta e motivato in grado di proporre un calcio offensivo in stile europeo e che non ha bisogno di campagne acquisti faraoniche per ottenere ottimi risultati. Parlano i numeri: 37 i punti in campionato; 41 i gol segnati dal 4° miglior attacco della Serie A; 7 i punti che distano dall’ultimo posto Champions occupato dall’Inter; 10 i punti nelle ultime 5 partite contro i 4 dell’Inter e i 3 della Roma che la precedono in classifica.

Proprio la Roma, battuta quest’oggi con un gol di Duvan Zapata nel finale, sta vivendo una situazione diametralmente opposta a quella della Sampdoria. La squadra di Di Francesco ha raccolto sicuramente meno di quanto meritato, causa del muro eretto da Viviano, ma spesso partite del genere sono legate a doppio filo ad una mancanza di concentrazione. L’addio di Dzeko sta sicuramente distraendo troppo l’ambiente giallorosso, ma va detto che quest’oggi in campo il bosniaco è stato poco più di un fantasma. Si può già parlare dunque di nostalgia, il ricordo di qualcuno che ‘manca’, come un esterno sulla fascia destra. I grandi introiti della Roma, derivati principalmente dalla cessione di Salah, hanno snaturato un gioco ormai collaudato, lasciando senza padrone la fascia destra, destinata un po’ a Defrel, tanto quanto a Schick o Florenzi. La Roma rischia di gettare alle ortiche una stagione che la vede in piena lotta per la zona Champions (-3 da una disastrosa Inter), ma senza vittorie da 6 giornate a causa di un ambiente poco sereno, di mancati ricambi di un mercato non all’altezza e una squadra che non può giustificare con ‘l’addio di Dzeko‘ le proprie difficoltà. Forse servirebbe un ‘modello Sampdoria’ da seguire…
