La partita Milan-Inter ha fornito indicazioni per la classifica, ma portato anche tanti motivi di discussione. In primo luogo per l’esultanza polemica di Calhanoglu nei confronti dei suoi ex tifosi, ma anche per la lite in tribuna tra il rapper Ghali e il politico Salvini. Secondo quanto ricostruito il cantante avrebbe iniziato ad inveire contro il politico perché certo che la rete fosse di Tomori, le frasi erano dunque legate al colore della pelle del calciatore rossonero e alle idee politiche del leghista.
Salvini ha svelato i dettagli a Quarta Repubblica su Retequattro: “non conoscevo il signor Ghali. Sarò vecchio ma preferisco De André, Battisti e De Gregori. In un momento di tranquillità alla stadio con mio figlio, quando il Milan ha segnato sono stato assalito da questo Ghali che mi ha urlato ‘assassino, fascista’. Il Covid ci dovrebbe insegnare che il nemico è la malattia, che il nemico è la disoccupazione, che il nemico è la precarietà e la criminalità, non Salvini. Spero che Ghali si rilassi, si faccia una tisana e se vuole lo invito a bere un caffè per parlare di musica”. Le dichiarazioni di Salvini fanno un po’ insospettire i più attenti che ricordano un vecchio tweet di Salvini nei confronti di Ghali per un episodio successo qualche anno fa. “”C’era un politico fascista che annusava l’ambiante”, mi insulta ma la sua musica non mi dispiace, è grave?”, scriveva Salvini su Facebook.

