Wayne Rooney riesce sempre a scatenare motivi di grande discussione. L’ex calciatore e attuale allenatore del Derby County aveva dichiarato di aver indossato tacchetti metallici per far male ai calciatori del Chelsea durante una partita, adesso ha svelato retroscena da brividi che riguardano la sua vita privata. Intervistato alla Bbc l’inglese non si è risparmiato.
La più grande paura di Rooney? “Nei momenti più bui temevo la morte. Ho fatto tanti errori, ho guidato in stato di ebbrezza, avrei potuto uccidere qualcuno o me stesso. È brutto stato in cui trovarsi. Mi rendevo conto di aver bisogno di aiuto per salvare me stesso ma anche la mia famiglia. Dieci o quindici anni fa non potevo entrare in spogliatoio e dire ‘ho problemi di alcolismo, sto lottando con problemi di salute mentale’. Non potevo farlo”.
Rooney ha parlato anche della sua adolescenza turbolenta: “andavamo spesso a Southport a fare rissa. Una volta tornai con l’occhio suturato. Avevo 12 anni. A 13 ricordo di essermi rotto la mascella a Manchester. Un giorno attraversai la strada con una bottiglia di sidro in mano. Il mio coach, Colin Harvey, si fermò per farmi passare. Il giorno dopo in allenamento mi prese da parte e mi disse ‘Ascoltami, hai il più grande talento che abbia mai visto tra i ragazzi della tua età. Non sprecarlo'”.
