Roma, Gasperini sogna lo scudetto in anticipo e svela il retroscena sul no alla Juventus

l tecnico giallorosso rilancia le ambizioni della Roma: “Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare”

La Roma può vincere lo scudetto prima del previsto. Gian Piero Gasperini non nasconde più le ambizioni della sua squadra e, pur mantenendo la prudenza che lo contraddistingue, apre concretamente alla possibilità di anticipare i tempi del progetto giallorosso. Nell’intervista pubblicata giovedì 8 ottobre dal Corriere di Bergamo, l’allenatore è tornato a parlare dei suoi obiettivi nella Capitale, del rapporto speciale con l’Atalanta e del mancato approdo alla Juventus nell’estate del 2025, una vicenda sulla quale continua a mantenere un certo riserbo.

Le sue dichiarazioni arrivano in un momento particolarmente positivo per la Roma, protagonista di un avvio di campionato che l’ha portata in testa alla classifica insieme a Inter e Lazio, a quota 13 punti dopo cinque giornate. Una partenza che alimenta inevitabilmente le aspettative dei tifosi e che induce lo stesso Gasperini a guardare oltre gli obiettivi inizialmente programmati.

Il passaggio più importante dell’intervista riguarda proprio le ambizioni della Roma. Alla domanda sulla possibilità di conquistare il titolo nazionale, Gasperini non si tira indietro e riconosce che i risultati potrebbero accelerare un percorso inizialmente immaginato su un arco temporale più lungo.

“Il nostro piano prevedeva di arrivarci in tre anni. Non ci dispiacerebbe anticipare. Però siamo consapevoli che la strada è lunga. Nel football non esistono vie diritte o percorsi netti. Ci saranno alti e bassi. Se riusciremo a gestirli, chissà…”.

Parole importanti, soprattutto perché confermano come la conquista dello scudetto rappresenti un obiettivo del progetto tecnico romanista, e non soltanto un sogno alimentato dai risultati delle prime giornate. Gasperini non promette il titolo già in questa stagione e non considera la Roma favorita, ma lascia intendere che un’eventuale accelerazione rispetto ai programmi sarebbe accolta con entusiasmo.

Il tecnico sa bene che per competere con continuità ai massimi livelli non bastano alcune vittorie consecutive. Servono solidità, equilibrio e capacità di affrontare anche i momenti più complicati. Proprio la gestione degli inevitabili cali di rendimento, secondo Gasperini, potrebbe determinare fino a dove la Roma riuscirà a spingersi.

Il riferimento ai tre anni non rappresenta una novità assoluta. Già il 17 giugno 2025, durante la presentazione ufficiale come allenatore della Roma, Gasperini aveva spiegato che la squadra non era ancora pronta per conquistare immediatamente il campionato. Claudio Ranieri, protagonista della scelta del nuovo tecnico, aveva descritto il primo anno come una fase di ambientamento e costruzione, indicando nel triennio l’orizzonte per riportare stabilmente la Roma ai vertici del calcio italiano.

Con il passare dei mesi, le aspettative si sono progressivamente alzate. Il 17 maggio 2026, dopo la vittoria nel derby, Gasperini aveva ribadito di essersi dato tre anni per vincere, sottolineando l’importanza di costruire una squadra capace di competere per traguardi importanti.

Adesso il discorso compie un ulteriore passo avanti. La Roma non è più soltanto una formazione che cerca di consolidarsi ai vertici e raggiungere la Champions League, ma una squadra che può iniziare a considerare concretamente la possibilità di inserirsi nella lotta scudetto, senza aspettare necessariamente la conclusione del progetto triennale.

L’altro tema che ha attirato particolare attenzione riguarda la Juventus, società alla quale Gasperini è profondamente legato per il suo passato calcistico e che avrebbe potuto rappresentare una destinazione naturale dopo la lunga esperienza all’Atalanta.

Nell’intervista al Corriere di Bergamo, alla domanda sul perché avesse rifiutato la panchina bianconera, Gasperini ha preferito non entrare nei dettagli.

“No comment”, ha risposto sorridendo, aggiungendo: “Al limite, posso riconoscere che ho lasciato l’Atalanta, nel momento in cui ho realizzato che non era umanamente possibile fare di più”.

Una risposta che non chiarisce direttamente il retroscena juventino, ma che assume un significato particolare alla luce di quanto emerso nei mesi successivi al suo trasferimento nella Capitale.

Per ricostruire la vicenda bisogna tornare alla fine di maggio 2025. La Juventus stava cercando un allenatore al quale affidare il nuovo corso tecnico e aveva inizialmente considerato il possibile ritorno di Antonio Conte. La decisione di quest’ultimo di restare al Napoli aveva però costretto i dirigenti bianconeri a valutare altre alternative.

Tra i candidati figurava proprio Gasperini, che nel frattempo aveva già avviato un dialogo approfondito con la Roma, attraverso il lavoro di Claudio Ranieri. La Juventus tentò quindi di inserirsi in una trattativa che, dal versante romanista, era ormai in fase avanzata.

A ricostruire uno dei passaggi decisivi della vicenda è stata la Gazzetta dello Sport, che il 28 febbraio e il 26 maggio 2026 ha pubblicato due approfondimenti sui contatti tra Gasperini e la dirigenza juventina.

Secondo queste ricostruzioni, dopo un primo interessamento di Giorgio Chiellini, il tecnico ebbe un colloquio telefonico con Damien Comolli, appena arrivato nell’organigramma bianconero.

La conversazione, tuttavia, non avrebbe prodotto l’effetto sperato. Comolli, secondo quanto riferito dalla Gazzetta, avrebbe chiesto a Gasperini quale fosse la sua motivazione per allenare la Juventus, con un approccio da selezione professionale che non avrebbe convinto il tecnico.

Si trattava di un allenatore cresciuto calcisticamente proprio nella Juventus e che conosceva profondamente l’ambiente bianconero. Nel frattempo, la Roma aveva già dimostrato un forte interesse nei suoi confronti, presentandogli un progetto tecnico e instaurando un rapporto diretto attraverso Ranieri.

Il colloquio con Comolli, descritto dalle ricostruzioni giornalistiche come eccessivamente formale, non sarebbe stato sufficiente per convincere Gasperini a rinunciare all’intesa raggiunta con il club giallorosso. Anche il Corriere della Sera, il 31 maggio 2025, riferì che il tecnico si sarebbe aspettato dalla Juventus un coinvolgimento differente, eventualmente anche attraverso un incontro personale.

È però importante distinguere il fatto accertato, cioè il contatto della Juventus e la successiva scelta della Roma, dai dettagli della telefonata, che provengono da ricostruzioni giornalistiche e non da una spiegazione pubblica dello stesso Gasperini.

Una conferma diretta dell’interessamento juventino era arrivata il 17 giugno 2025, durante la presentazione ufficiale di Gasperini come allenatore giallorosso.

Alla domanda sui contatti con la Juventus, il tecnico aveva riconosciuto di essere stato cercato dalla società bianconera, spiegando però di avere individuato nella Roma l’ambiente più adatto al proprio modo di lavorare.

La questione era tornata d’attualità il 19 dicembre 2025, alla vigilia di Juventus-Roma. In quell’occasione Gasperini aveva offerto una motivazione ancora più esplicita alla scelta compiuta pochi mesi prima.

“Perché era più difficile”, aveva risposto alla domanda sul motivo per cui avesse preferito la panchina romanista.

Una dichiarazione che aiuta a comprendere la filosofia dell’allenatore: la Roma rappresentava una sfida più complessa, un progetto da costruire e nel quale provare a lasciare un’impronta profonda.

La Juventus, pur rappresentando una società storicamente legata al suo percorso professionale, non era quindi riuscita a convincerlo ad abbandonare la strada già intrapresa con Ranieri e la dirigenza romanista.

Il successivo 13 giugno 2025 la Juventus aveva annunciato il rinnovo di Igor Tudor, mentre Gasperini aveva ormai scelto definitivamente il progetto giallorosso.

Nel corso dell’intervista dell’8 ottobre, Gasperini ha dedicato ampio spazio anche ai nove anni trascorsi sulla panchina dell’Atalanta, un’esperienza che ha trasformato radicalmente la dimensione sportiva del club bergamasco.

L’allenatore ha sottolineato come il valore di quel percorso non possa essere misurato soltanto attraverso la vittoria dell’Europa League, ma debba comprendere soprattutto la qualità del gioco e la continuità dei piazzamenti in Champions League.

Gasperini ha inoltre ammesso di provare ancora una profonda nostalgia per Bergamo e per una comunità nella quale si era integrato completamente. Non ha neppure escluso, almeno in linea di principio, un ritorno futuro, ricordando di aver mantenuto la propria abitazione in città.

Il rapporto con l’Atalanta resta quindi un capitolo fondamentale della sua carriera, nonostante la nuova esperienza romana. Ed è proprio il metodo sviluppato e consolidato a Bergamo che il tecnico sta cercando di applicare alla Roma: costruire un’identità riconoscibile, attraverso un calcio offensivo, la partecipazione collettiva e la valorizzazione dei calciatori.

Il prossimo appuntamento della Roma sarà la trasferta contro il Como di Cesc Fàbregas, in programma domenica 11 ottobre. Una sfida impegnativa che offrirà ulteriori indicazioni sulla capacità dei giallorossi di mantenere il passo delle concorrenti.

Gasperini conosce bene la difficoltà di trasformare un avvio promettente in una stagione da titolo. Per questo continua a richiamare l’attenzione sulla gestione degli alti e bassi, evitando proclami eccessivi.

Eppure, rispetto al momento del suo arrivo nella Capitale, qualcosa è cambiato. Il tecnico che nell’estate del 2025 aveva accettato una sfida considerata più difficile rispetto alla Juventus oggi guida una Roma che può guardare alla vetta con ambizioni crescenti.

Lo scudetto in tre anni rimane l’orizzonte dichiarato, ma non è più necessariamente una scadenza da rispettare fino all’ultimo giorno. Se la squadra dimostrerà di poter competere con continuità contro le migliori del campionato, Gasperini non intende certo frenare le proprie ambizioni.

La scelta della Roma, maturata mentre la Juventus cercava di convincerlo a cambiare strada, assume così un significato ancora più rilevante. Per Gasperini non si tratta soltanto di aver preferito una panchina a un’altra, ma di aver individuato un progetto nel quale ritiene di poter incidere davvero.

E adesso, dopo aver rinunciato al richiamo della Juventus e aver chiuso un ciclo storico con l’Atalanta, Gasperini punta a scrivere un nuovo capitolo della propria carriera: riportare lo scudetto alla Roma, possibilmente prima dei tre anni inizialmente previsti.