Il Rijeka si prende gioco del Milan! Dove sono grinta, motivazione e mentalità vincente? L’errore più grande è però di Gattuso

Milan sconfitto 2-0 dal Rijeka, preoccupante l'assenza di grinta e motivazione. Dov'è la mentalità vincente? Che occasione persa da Gattuso

LaPresse/Spada

Sofferenza. Quando gioca il Milan è questo lo stato d’animo di ogni tifoso rossonero. Che sia in in casa o in trasferta, dentro o fuori i confini Europei, che si tratti di voluntary agreement con l’Uefa o di giocare con l’ultima in classifica, è una sofferenza. Dopo i postumi della sfida contro il Benevento e del clamoroso gol del portiere Brignoli, firmato a tempo scaduto, il Milan si è ‘regalato’ una trasferta in Croazia per lasciarsi alle spalle derisioni e polemiche italiane. L’occasione sarebbe stata delle più ghiotte: ultimo turno di Europa League, qualificazione e primo posto nel girone già in tasca, di fronte il Rijeka tutt’altro che irresistibile. Il momento giusto per fare esperimenti, mettere in pratica gli schemi provati in allenamento e provare a gettare le fondamenta per quello che da qui maggio sarà il Milan di Gattuso. Purtroppo ‘Ringhio’ quest’occasione non l’ha raccolta. Gattuso ha preferito dare una giornata di riposo ai suoi. Solo due titolari in campo (Biglia e Romagnoli per altro squalificato in campionato), rispolverato Paletta praticamente fuori rosa fino ad oggi e regalata una presenza agli usati sicuri Antonelli e Storari. Il risultato è un Milan incapace di fare gioco, che prova a ricordarsi gli schemi di Montella ma non riesce nemmeno a metterli in pratica. Fa riflettere la tenuta fisica dei rossoneri, apparsi sempre un passo indietro ai ragazzi del Rijeka (ironia della sorte già eliminati ma vogliosi di togliersi l’ultima soddisfazione) che hanno avuto vita facile in campo, rifilando due gol al povero Sorari (Puljic e Gavranovic) e ingabbiando Andrè Silva e Cutrone ai quali sono arrivati pochissimi palloni giocabili. E se da un lato per vedere la mano di Gattuso forse è ancora presto, la squadra non sermbra aver nemmeno assimilato la mentalità decantata in conferenza stampa: il Milan è scarico, di grinta e voglia di vincere neanche l’ombra. Vincere aiuta a vincere dice un vecchio adagio. Una vittoria quest’oggi, arrivata dopo una prestazione solida e un match giocato con il giusto atteggiamento, avrebbe dato il segnale giusto dal quale ripartire: una squadra affamata che non lascia nemmeno le briciole e ha fretta di ritornare alle posizioni che le competono. E invece no, il Milan in Croazia è andato per sbrigare una noiosa pratica. Un errore che Gattuso non può permettersi di compiere una seconda volta.