“Real? La cosa più bella”. Khedira si racconta: “la Juventus, lo Stadium ed il motivo del mio sì”

Il centrocampista tedesco Khedira racconta il suo sì alla Juventus e spiega i motivi che lo hanno spinto a scegliere il bianconero

LaPresse/Daniele Badolato
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Juventus, parla Khedira – La Juventus dopo il quinquennio al Real con l’obiettivo di vincere in Italia e soprattutto in Europa. Sami Khedira racconta la sua scelte, parla delle sue ambizioni e dei suoi obiettivi in un’intervista rilasciata a uefa.com. Si parte proprio dal sì al club bianconero. “A un certo punto ti fermi a pensare cosa devi fare della tua vita e della tua carriera. Ho capito che il Real Madrid era stata la cosa piu’ bella che mi poteva capitare. Avevo passato cinque anni stupendi a Madrid, conosciuto gente speciale e grandi calciatori – spiega il centrocampista tedesco -. Ma a 28 anni avevo due scelte: rinnovare e finire la carriera al Real Madrid o cercare una nuova sfida. Volevo vedere qualcosa di nuovo, un nuovo ambiente, qualcosa di diverso. Dovevo riscoprire me stesso. Poi ho ricevuto la chiamata della Juventus ed e’ stato subito chiaro che avrei cambiato club.

Foto LaPresse - Daniele Badolato15/07/2015 Torino ( Italia )Sport CalcioESCLUSIVA JUVENTUSJuventus, conferenza stampa di presentazione per Sami KhediraNella foto: Sami KhediraPhoto LaPresse - Daniele Badolato15 July 2015 Turin ( Italy )Sport SoccerJuventus, Sami Khedira press conferenceIn the pic: Sami Khedira
Foto LaPresse – Daniele Badolato

Juventus, parla Khedira –La Juventus era campione d’Italia ed era arrivata in finale di Champions League, stava quindi ritrovando l’aura del passato. Per me un nuovo paese, una nuova cultura, una nuova lingua. E parlando con il tecnico ho capito che potevo avere il ruolo che volevo: avere maggiori responsabilità, compiti da leader. Ho raggiunto un’età in cui posso assumermi le mie responsabilità. Ha funzionato e credo che firmare per la Juventus sia stata la scelta migliore“. In Italia ha trovato un calcio “diverso rispetto alla Germania, e completamente diverso anche rispetto alla Spagna. Ho dovuto adattarmi e anche ai metodi di allenamento e allo stile di gioco. Ma credo che elasticità e versatilità siano valori importantissimi per un calciatore”. “So come si gioca in Germania e in Spagna e ora sto imparando di piu’ del calcio e della gente in Italia, come vivono e pensano al calcio. Per me tutto questo e’ un vantaggio incredibile – dice Khedira -. Credo di essere piu’ versatile e di riuscire a fare in campo cose che prima non mi riuscivano”. La Champions League l’ha vinta con il Real, adesso l’obiettivo e’ di portarla a casa in bianconero.

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Juventus, parla Khedira – Se ricordo bene, la Juve non la vince dal 1996. Quindi direi che e’ ora di rivincerla. Ecco perche’ sono qui, per questo ho firmato con la Juve. Ma so anche che non e’ facile, che si puo’ sempre sognare di vincerla e che si deve sempre lavorare duramente per riuscirci. Credo fortemente che la nostra squadra possa competere per il titolo, ma sappiamo bene che ci sono altre squadre fortissime in lotta. In Champions League, come potete vedere quest’anno, ci sono almeno otto squadre che possono realisticamente ambire al titolo. Un bel gruppo di grandi squadre e di grandissimi calciatori che puntano tutti alla stessa cosa. Sappiamo che servirà anche un pizzico di fortuna. Ma lottiamo e lavoriamo duramente ogni giorno per quel sogno di vincere la Champions League. L’anno scorso ci siamo trovati davanti l’avversario piu’ duro negli ottavi, il Bayern, e ci siamo andati molto vicini. Alla fine siamo stati eliminati, ma va cosi’, puo’ sempre andare in un modo o nell’altro. Noi dobbiamo solo continuare a crederci. Non dobbiamo dirlo, dobbiamo solo lavorare duramente, anche di piu’ rispetto ad altre squadre”.

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Juventus, parla Khedira – Per Khedira un ruolo importante può averlo anche lo Stadium. “La mia prima partita con la Juventus è stata in Champions contro il Siviglia. Ero stato in questo stadio da spettatore e l’atmosfera era speciale. Ma poi l’ho provata dal campo. Appena 40.000 spettatori e ho subito pensato: “E’ incredibile“. Quando chiudi gli occhi e assapori l’atmosfera – sottolinea il tedesco -, pensi che è uno stadio da 100.000 spettatori o più considerando l’entusiasmo dei tifosi. Ci spingono davvero molto. Basta vedere partite importanti come quella dell’anno scorso contro il Napoli quando il risultato era inchiodato sullo 0-0 e i tifosi hanno continuato a spingerci fino alla fine. O contro il Bayern, quando eravamo sotto 2-0 e non stavamo giocando bene, ma i tifosi ci hanno aiutati a rimontare: per poco non abbiamo vinto quella partita. Il rumore, l’euforia, l’atmosfera nello stadio, è qualcosa di speciale anche in campo europeo”. (ITALPRESS).