Rakitic, che retroscena: “gruppo WhatsApp chiamato Juventus? Ecco la verità. Vi racconto cosa è successo col PSG”

Il centrocampista del Barcellona si lascia andare ad alcuni retroscena che riguardano anche la Juventus

LaPresse/EFE
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Rakitic, retroscena Juventus –Gruppo Whatsapp chiamato ‘Juventus’ con Mandzukic e Dani Alves? Falso, non esiste. Di vero c’è solo che mi trovo molto bene con Dani Alves”, firmato Ivan Rakitic. Il centrocampista croato, nonostante la smentita relativa alla chat con i calciatori della Juventus, è stato a lungo tentato dalla proposta bianconera, prima di firmare il rinnovo con il Barcellona. Juventus che adesso affronterà da avversario: “la Juventus una squadra in crescita? Da quanti anni vince la Serie A? Sei? Ecco, appunto. Due anni fa era in finale di Champions, non è che non ha giocato il torneo negli ultimi 5 anni. Prima cosa. E poi per me la Juve, quando si parla di calcio italiano, è un punto di riferimento preciso, e posso estendere il concetto anche all’Europa. Ha una storia spettacolare e oggi è tra i 5-10 migliori club al mondo, è difficile da affrontare ed è abituata a vincere, ce l’ha nel dna. Sarà una sfida complicata per noi”, le parole rilasciate alla Gazzeta dello Sport.

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Rakitic, retroscena Juventus – Rakitic che svela poi un retroscena legato all’ormai storica gara con il PSG: “Per tutta la settimana precedente alla gara l’ambiente era diverso. Non posso dire che eravamo convinti di farcela però l’atmosfera era particolare: “Con tutto il rispetto per il Psg – ci dicevamo – se loro ce ne hanno fatti 4 noi possiamo attaccarli e provarci. Poi vedremo se saremo capaci di rimontare”. L’intensità era altissima, le idee chiare, il feeling durante gli allenamenti molto bello. Abbiamo iniziato la partita alla grande e loro non sapevano dove prenderci, siamo andati sul 3-0 con merito. Poi un momento di distrazione, approfittano della prima occasione che hanno e il primo pensiero è: “Uffff, ora è dura”. Ma siamo stati capaci di continuare ad attaccare al nostro ritmo, facendo il nostro gioco, sicuri, senza pensare all’avversario ma guardando con fiducia ai nostri mezzi”.