Come è possibile che un solo uomo stia in pratica gestendo e decidendo le sorti del calcio che conta? Come è possibile che una persona che non appartiene agli abituali vertici del mondo calcistico sia in questo momento la figura che sposta a suo piacimento gli equilibri incerti del mondo pallonaro?

Come è possibile che società storiche del football si mettano in ginocchio di fronte a questo “uomo nuovo” del calcio non giocato? Lui è Mino Raiola, le cui recentissime opinioni su di un giocatore-allenatore-uomo come Pep Guardiola hanno destato scalpore. Succede che Pep non ami molto Mino, e i suoi modi di fare e trattare, e così Mino esprime la sua opinione sul Pep, additandolo di diverse colpe. Fra le quali spicca la maggiore: non permettere a Mino di sedersi al tavolo con lo stesso Pep al fine di iniziare a “parlare di soldi e calciatori”. Apriti cielo! Il Bernie Ecclestone del calcio non ammette che qualcuno non si inchini alla sua maestà, ed ecco arrivare le dichiarazioni di fuoco.
Ma chi è davvero Mino Raiola.
E perché tutte le società passano attraverso le sue forche caudine?
E perché il mondo del calcio attuale è gestito da questa persona?
E perché, soprattutto, nessuno dice niente e tutto procede come se questo monopolio privato e personalizzato fosse una cosa normale?
Trovata la risposta?
