Un racconto davvero da brividi, terminato con un lieto fine solo ed esclusivamente grazie ad un defibrillatore. Il protagonista è David Ginola, ex giocatore di Tottenham e Newcastle, colpito da attacco cardiaco durante un match di beneficenza del 2016 e ‘clinicamente morto’ per otto lunghissimi minuti.
Se l’ex calciatore francese può rivelare questa storia è solo grazie allo strumento reso obbligatorio ormai per tutte le associazioni sportive, riuscito a mantenere attive le sue funzioni cerebrali: “mi sono sentito mancare e poi sono crollato a terra. È stata una situazione molto spaventosa anche perché non c’erano stati avvertimenti, niente allarmi” le parole di Ginola a The Chronicle. “Qualcuno sul campo da calcio, grazie a Dio, è stato in grado di eseguire il CPR, ma su quindici persone, solo due ne erano in grado. Evidentemente c’è qualcosa di sbagliato, anche se quei due che sono stati capaci di usare il CPR mi hanno salvato la vita“.
