“Pensa che, quando morirai tu, forse al tuo funerale ci saranno solo i gatti alla ricerca dei topi. Pezzente”: così scrisse sui social l’ex di Chievo e Hellas Michele Cossato, poco dopo la morte di Diego Armando Maradona, in risposta a un post commemorativo pubblicato su Instagram dal giornalista di Repubblica Paolo Berizzi.
“Uno dei suoi gol più belli Maradona l’ha segnato contro le tifoserie che da anni discriminano i napoletani con schifosi cori razzisti”, aveva scritto il giornalista. Replicando al post, l’ex calciatore non si “limitò” a prevedere “solo gatti al tuo funerale”, ma rincarò la dose definendo il giornalista “razzista e arrogante, Berizzi ripeto sei un odiatore seriale!”. La situazione è andata avanti per vie legali con la denuncia di Berizzi nei confronti di Cossato e l’apertura di un’inchiesta da parte della Procura di Verona.
Secondo il ‘Corriere del Veneto’, a distanza di un anno e mezzo, arriva il verdetto della magistratura scaligera che ha deciso di archiviare il procedimento a carico di Cossato per “la particolare tenuità del fatto”, è stato firmato il decreto di archiviazione.
Berizzi aveva tentato di opporsi al proscioglimento dell’ex calciatore, lamentando “il rilievo mediatico dei due soggetti, il grave contenuto dei commenti diffamatori, l’eco e la visibilità che le esternazioni di Cossato ricevevano nell’opinione pubblica”. Il gip ha concluso che “il primo commento in discussione esprime una, condivisibile o meno, previsione riguardo al successo di pubblico del futuro funerale della parte offesa ed è quindi denotato da scarsa efficacia offensiva”. Inoltre, “il secondo commento utilizza dei termini “razzista” e “pezzente”, da tempo utilizzati dalla generalità dei consociati per esprimere opinioni in modo eccessivamente colorito, ma di portata non tale da causare un danno rilevante al destinatario, proprio per la generale diffusione degli stessi, tanto da rientrare anch’essi nel parametro della “offesa di particolare tenuità” non essendo il comportamento abituale”.
Prima di denunciarlo, Berizzi replicò alle frasi di Cossato: “questo è il garbato messaggio che mi ha inviato su Instagram Cossato, ex attaccante Hellas Verona (di cui è Ambasciatore) e dirigente sportivo. Lo ricordavo in campo. Oggi è ridotto così. Complimenti. P.s. Nel mio post sottolineavo l’impegno di Maradona contro il razzismo”. Il giornalista chiamò in causa l’Hellas: “confido che l’Hellas Verona FC faccia sapere se si riconosce nelle parole sconcertanti del suo ambasciatore Cossato. Chiedo alla società se e quali provvedimenti intenda adottare nei confronti di un dirigente che rappresenta in questo modo l’immagine del club”.
La società prese le distanze: “in merito a quanto apparso su web e social, Hellas Verona FC precisa che Cossato non è un tesserato, né un dirigente dello scrivente Club e non è mai stato incaricato ufficialmente di rappresentare Hellas Verona FC”.
