Perché Mancini non deve lasciare l’Italia: i nomi dei sostituti, le cause dell’eliminazione e i motivi per ripartire

Sono iniziate le prime valutazioni in casa Italia dopo la delusione dell'eliminazione dal Mondiale in Qatar del 2022

E’ il momento dei bilanci. L’Italia è fuori dal Mondiale in Qatar del 2022, la squadra di Roberto Mancini paga le ultime prestazioni veramente deludenti. Il punto più basso si è raggiunto proprio contro la Macedonia, è stata un’eliminazione ancora più pesante rispetto a quella contro la Svezia nel 2017. Ma proprio nei momenti di difficoltà siamo stati in grado di ripartire ancora più forti di prima. Sarà necessaria una valutazione a 360° sulle cause della debacle, dall’aspetto tecnico a quello gestionale fino ad arrivare alla guida tecnica. La squadra è stata esaltata per l’impresa all’Europeo, oggi è indispensabile valutare i motivi delle ultime prestazioni e programmare al meglio il futuro. Non eravamo fenomeni all’Europeo, non siamo diventati scarsi adesso. Nel calcio sono i dettagli a fare la differenza, all’Europeo sono stati a nostro favore, alle qualificazione e agli spareggi Mondiali contro.

I motivi della mancata qualificazione al Mondiale

Mancini
Foto di Carmelo Imbesi / Ansa

Il gioco dell’Italia non è cambiato rispetto all’Europeo, la squadra ha giocato con la solita qualità a centrocampo e in difesa si è confermata solida, nonostante qualche sbavatura, il problema principale si è registrato sotto l’aspetto della convinzione e della cattiveria sotto porta. L’Italia raramente è riuscita a vincere le partite con ampio margine dal punto vista realizzativo, è un po’ la caratteristica della squadra e degli attaccanti. Il girone di qualificazione dell’Italia è stato comunque all’altezza, nelle prime partite si è registrato un calo fisiologico dovuto al trionfo di qualche mese prima. La squadra di Mancini è stata condizionata dagli episodi e dalla sfortuna, in particolar modo i due errori dal dischetto di Jorginho contro la Svizzera hanno condizionato il percorso degli azzurri. Un calciatore infallibile dal dischetto ha sbagliato due volte di fila nei momenti decisivi delle partite. Sono proprio questi i dettagli che fanno la differenza. In più, nel match decisivo, Mancini ha dovuto rinunciare all’eroe azzurro dell’Europeo: Federico Chiesa, out per infortunio.

Il calcio negli ultimi anni è cambiato moltissimo, ormai è diventato indispensabile schierare attaccanti moderni in grado di creare la superiorità numerica, saltare l’uomo ed essere pericolosi anche in fase realizzativa. Le squadre che giocano il calcio più bello, imprevedibile e pericoloso si affidano a calciatori di questo tipo: da Salah a Mane, da Sterling a Vinicius, da Leao a Cuadrado per rimanere in Italia, con Chiesa il miglior interprete in Serie A sotto questo aspetto. L’assenza dello juventino è stata pesantissima, più delle assenze di Chiellini e Bonucci in difesa e al cattivo stato di forma di un centrocampista fortissimo come Barella. Ecco perché ci sembra inspiegabile la mancata fiducia nei confronti di Nicolò Zaniolo, uno dei pochi in grado di spaccare la partita in qualsiasi momento, di creare la superiorità numerica e di inventarsi qualcosa nei momenti difficili delle partite. Addirittura è stato spedito in tribuna, sarebbe stata un’arma preziosissima anche a partita in corsa. E’ l’unico appunto che ci sentiamo di fare nei confronti dell’allenatore.

Perché Mancini merita fiducia

Mancini è passato da miglior allenatore al mondo a responsabile della mancata qualificazione al Mondiale. Ma l’analisi deve essere lucida e non serve farsi condizionare solo dal risultato, comunque fondamentale. Sono iniziati a circolare già i primi nomi per il possibile sostituto, addirittura si parla della coppia Cannavaro-Lippi pronta a guidare la squadra nei prossimi appuntamenti. Non ci sembra la soluzione migliore. “Devo valutare il futuro, è stata la delusione più grande della mia carriera”, ha detto Mancini al termine della partita contro la Macedonia. L’attuale Ct ha risollevato una squadra a pezzi dalla gestione Ventura, è riuscito a dare la sua impronta e ha garantito un calcio apprezzabile, a tratti anche spettacolare. L’Italia ha bisogno di Mancini e Mancini ha bisogno dell’Italia. Gravina ha confermato la fiducia nei confronti dell’allenatore anche dopo l’eliminazione, Mancini non dovrà prendere decisioni a caldo soprattutto dopo una delusione così grande. Il calcio è fatto di cicli, quello dell’Italia non è ancora finito, quello di Mancini non è ancora finito.