Sono ore di grande preoccupazione per Ivan Vavassori, portiere e figlio adottivo di Pietro Vavassori, ex patron della Pro Patria. Nel corso della sua carriera ha indossato le maglie di Bra, Pro Patria e Legnano in Serie C. Si era recato in Ucraina per combattere in Russia, come comunicato dal portiere sui social: “morire vent’anni prima o vent’anni dopo, poco importa. Quel che importa è morire bene. Soltanto allora inizia la vita”. Da qualche giorno non si hanno più sue notizie, gli amministratori del suo profilo hanno lanciato l’allarme.
“Siamo dispiaciuti di comunicarvi che questa notte, durante la ritirata di alcuni uomini feriti nell’attacco a Mariupol, due convogli sono stati distrutti dai militari russi. In uno di questi pensiamo che ci fosse Ivan con il quarto reggimento. Stiamo cercando di fare del nostro meglio per capire se ci sono persone sopravvissute e i loro nomi. Vi informeremo attraverso i profili Instagram e Facebook di Ivan”.
L’ultimo post sul profilo Instagram risale al 9 aprile: “volevate sapere, ora guardate. Vi piace quello che vedete? Perché a me ha fatto vomitare e piangere per giorni. Non siamo eroi o super uomini siamo fottuti soldati. Che devono uccidere o essere uccisi. Siamo carne da macello dentro un gioco di politico che si divertono con le vite umane. Vi sentire contenti adesso a vedere cadaveri e morti?”.
