
Un addio all’Italia senza rimpianti né nostalgia, per una nuova avventura in terra inglese che ad Angelo Ogbonna sta regalando tante soddisfazioni. “Sono soddisfatto, ma non mi accontento. Ho iniziato bene, poi c’è stato l’infortunio che mi ha tolto di mezzo per alcune settimane. Ora ho ripreso a giocare e non posso lamentarmi. La differenza tra la Premier e la A è il ritmo: qui si va a mille, c’è un’intensità pazzesca. Nessuno molla mai”, ha confessato l’ex difensore di Torino e Juventus, oggi al West Ham.
Nel corso di un’intervista rilasciata a ExtraTime, magazine di approfondimento della Gazzetta dello Sport, Ogbonna ha ripercorso la sua avventura italiana: “Ventura? Il Maestro, con la maiuscola. È il calcio in persona. Ha fatto la fortuna di molti di noi. Al Torino ho avuto anche Colantuono. Certe volte mi faceva incazzare, ma ho imparato anche da lui”.

Dalla Torino granata a quella bianconera: “Conte è il Mourinho italiano. Riesce a portarti oltre gli ostacoli. Allegri è entrato nello spogliatoio in punta di piedi, abile: s’è appoggiato alla vecchia guardia. E una dote: ti responsabilizza. Alla Juventus sono stati 2 anni importanti. Mi dispiace di non essere stato impiegato in proporzione all’investimento che era stato fatto per prendermi dal Torino”.
