È Harry Kane il vincitore del Pallone d’Oro 2026. L’attaccante del Bayern Monaco e capitano della Nazionale inglese conquista per la prima volta in carriera il riconoscimento individuale più prestigioso del calcio mondiale, coronando una stagione straordinaria e superando una concorrenza di altissimo livello. A rendere ancora più speciale la serata è stata la presenza di Ronaldo Nazário, il Fenomeno, che ha consegnato personalmente il trofeo al centravanti inglese, regalando al pubblico anche un emozionante ricordo della generazione di fuoriclasse di cui è stato protagonista, con una menzione particolare per Francesco Totti e Alessandro Del Piero.
La cerimonia, andata in scena nella serata di lunedì 26 ottobre al London Palladium Theatre, ha celebrato il settantesimo anniversario del Pallone d’Oro, istituito nel 1956 da France Football. Per la prima volta nella sua storia, l’evento si è svolto nella capitale britannica, proprio nel Paese del primo vincitore, Stanley Matthews. E il destino ha voluto che, settant’anni dopo, a conquistare il riconoscimento fosse nuovamente un calciatore inglese.
Il successo di Kane arriva al termine di una sfida che vedeva protagonisti alcuni dei più grandi talenti del calcio internazionale. Il principale rivale dell’inglese era Kylian Mbappé, fuoriclasse francese del Real Madrid, che ha concluso la votazione al secondo posto. Sul terzo gradino del podio si è piazzato Lamine Yamal, il giovanissimo talento del Barcellona, mentre alle loro spalle hanno chiuso Rodri e Lionel Messi.
A fare la differenza sono stati soprattutto i numeri impressionanti dell’attaccante inglese. Nella stagione 2025/2026, Kane ha realizzato 73 gol in 65 partite tra Bayern Monaco e Nazionale inglese, di cui 61 con la formazione tedesca. Un rendimento eccezionale, accompagnato dalle vittorie nazionali del Bayern e da un’altra stagione da protagonista in Champions League, competizione nella quale ha segnato 14 reti, contribuendo al raggiungimento delle semifinali.
Il centravanti si è inoltre laureato capocannoniere della Bundesliga per la terza stagione consecutiva, confermandosi uno degli attaccanti più prolifici e continui del panorama mondiale. Per lui è arrivato anche il riconoscimento di miglior attaccante dell’anno, a completamento di una serata indimenticabile.
Uno dei momenti più suggestivi della cerimonia è stato l’ingresso sul palco di Ronaldo Luís Nazário de Lima, vincitore del Pallone d’Oro nel 1997 e nel 2002. Il brasiliano, autentica icona del calcio mondiale, è stato chiamato a consegnare il premio più atteso della serata.
Prima della proclamazione, sollecitato da Thierry Henry, che ha condotto la cerimonia insieme a Kate Scott, Ronaldo si è soffermato sui grandi campioni che hanno segnato la sua epoca. Un ricordo nostalgico di un periodo nel quale il calcio europeo era ricco di fuoriclasse, compresi due protagonisti indimenticabili della Serie A.
“Penso che la nostra generazione era incredibilmente forte. Abbiamo avuto diversi Palloni d’Oro qui. Shevchenko, Owens, Figo, tu… ma anche Del Piero, Totti e tanti giocatori clamorosi. E’ bello guardare indietro”, ha dichiarato il Fenomeno, secondo la trascrizione pubblicata dalla stampa italiana.
Parole che rappresentano un significativo attestato di stima nei confronti di Alessandro Del Piero e Francesco Totti, due campioni che non hanno mai conquistato il Pallone d’Oro, ma che hanno lasciato un’impronta indelebile nella storia del calcio italiano e internazionale.
Ronaldo ha ricordato una generazione nella quale si sono confrontati campioni come Andriy Shevchenko, Michael Owen, Luís Figo e Thierry Henry, oltre naturalmente ai due fuoriclasse italiani. Un’epoca nella quale la Serie A rappresentava uno dei principali punti di riferimento del calcio mondiale, capace di attirare e mettere di fronte alcuni dei più grandi talenti del pianeta.
Interrogato anche sui suoi due Palloni d’Oro, Ronaldo ha spiegato di essere particolarmente legato al successo del 2002, arrivato nell’anno della conquista del Mondiale con il Brasile.
Il riferimento di Ronaldo ai due fuoriclasse italiani non è casuale. Il Fenomeno ha affrontato entrambi numerose volte durante la sua esperienza nel calcio europeo, soprattutto negli anni trascorsi con le maglie di Inter e Milan, quando le sfide contro Roma e Juventus rappresentavano appuntamenti di altissimo livello tecnico.
Con Francesco Totti, in particolare, esiste da sempre un rapporto di grande stima reciproca. Il brasiliano ha più volte riconosciuto le straordinarie qualità dell’ex capitano giallorosso, mentre lo stesso Totti ha indicato Ronaldo tra i giocatori più forti mai visti, ricordando anche il rammarico di non aver condiviso con lui la stessa squadra.
Anche Alessandro Del Piero ha incarnato quell’epoca di grandi numeri dieci, fantasia e classe, diventando un simbolo della Juventus e della Nazionale italiana. Entrambi, inoltre, hanno conquistato il Mondiale del 2006 con l’Italia, quattro anni dopo il trionfo brasiliano di Ronaldo in Corea e Giappone.
Le parole del Fenomeno hanno così idealmente collegato due epoche differenti: quella dei grandi protagonisti degli anni Novanta e Duemila e quella attuale, nella quale Kane, Mbappé e Yamal rappresentano tre interpretazioni diverse del talento calcistico.
Visibilmente emozionato dopo aver ricevuto il trofeo dalle mani di Ronaldo, Harry Kane ha ringraziato compagni, allenatori, familiari e tifosi che lo hanno accompagnato nel suo percorso professionale.
“È incredibile vincerlo, ancora più speciale ricevere questo premio a Londra”, ha dichiarato il centravanti inglese, aggiungendo: “È stata la migliore stagione della mia vita, sia personalmente sia come squadra”.
Particolarmente sentito il ringraziamento al Tottenham, il club nel quale Kane è cresciuto calcisticamente fino a diventare uno degli attaccanti più forti del mondo. L’inglese ha riconosciuto il ruolo fondamentale della società londinese, degli allenatori incontrati durante la carriera e delle esperienze affrontate prima di raggiungere il massimo livello.
Il suo successo assume anche un significato storico: l’Inghilterra torna a vincere il Pallone d’Oro dopo 25 anni. L’ultimo calciatore inglese a riuscirci era stato Michael Owen nel 2001, quando vestiva la maglia del Liverpool. Da allora nessun altro connazionale era riuscito a conquistare il prestigioso premio.
La graduatoria finale certifica il livello della concorrenza superata da Kane. Alle spalle dell’attaccante del Bayern Monaco si sono piazzati campioni affermati e giovani stelle del calcio internazionale.
| Posizione | Calciatore | Squadra |
|---|---|---|
| 1° | Harry Kane | Bayern Monaco |
| 2° | Kylian Mbappé | Real Madrid |
| 3° | Lamine Yamal | Barcellona |
| 4° | Rodri | Manchester City / Barcellona |
| 5° | Lionel Messi | Inter Miami |
| 6° | Khvicha Kvaratskhelia | Paris Saint-Germain |
| 7° | Ousmane Dembélé | Paris Saint-Germain |
| 8° | Erling Haaland | Manchester City |
| 9° | Michael Olise | Bayern Monaco |
| 10° | Fabián Ruiz | Paris Saint-Germain |
La serata londinese ha celebrato anche i protagonisti delle altre categorie. Il Pallone d’Oro femminile è stato assegnato alla spagnola Alexia Putellas, che ha conquistato il riconoscimento per la terza volta in carriera, raggiungendo la connazionale Aitana Bonmatí.
Il premio di miglior giovane è andato a Lamine Yamal, mentre Unai Simón è stato scelto come miglior portiere e Luis de la Fuente, commissario tecnico della Spagna, ha ricevuto il riconoscimento di miglior allenatore maschile.
Tra i club, il Paris Saint-Germain è stato premiato come miglior squadra maschile, mentre il Barcellona ha conquistato il riconoscimento femminile. Il Premio Sócrates, dedicato all’impegno sociale e solidale, è stato assegnato all’inglese Bukayo Saka.
Il Pallone d’Oro 2026 passa dunque alla storia per il primo trionfo di Harry Kane, un centravanti che ha saputo trasformare costanza, lavoro e capacità realizzativa in un riconoscimento mondiale. Ma la notte di Londra ha offerto anche un momento speciale agli appassionati italiani: Ronaldo il Fenomeno, chiamato a incoronare il nuovo re del calcio, ha voluto ricordare Francesco Totti e Alessandro Del Piero, rendendo omaggio a una generazione di campioni che continua a occupare un posto speciale nella memoria degli appassionati.
