Solo 8 giocatori hanno dichiarato la propria omosessualità, molti altri invece continuano a tenerla nascosta per paura di essere bersaglio di scherno e insulti. Nel corso del convegno ‘Sport vs omofobia, una partita da vincere’, organizzato presso il Parlamento Europeo dalla capodelegazione del M5s, Tiziana Beghin, il calciatore Albin Ekdal è intervenuto con un videomessaggio che ha smosso le coscienze: “tutti dovrebbero sentirsi liberi di fare coming out, nella vita e nel calcio. Sfortunatamente nel nostro sport non è così: solo otto giocatori hanno dichiarato di essere omosessuali. Molti altri vorrebbero farlo ma evitano, per paura delle reazioni negative. È un ambiente dove l’omofobia è ancora diffusa, questi giocatori sono preoccupati di diventare bersaglio di insulti e scherno sia dentro che fuori dal campo. Come risultato si sentono obbligati a nascondersi, fuggire e vivere nella paura. Ecco perchè dobbiamo reagire utilizzando l’istruzione come una forza per un cambiamento positivo. Che società siamo se un ragazzino non può seguire il suo sogno di diventare calciatore a causa del suo orientamento sessuale? Ogni volta che un ragazzino appende le scarpe al chiodo e smette di giocare perchè non èaccettato nello spogliatoio della squadra, o da chi lo circonda, è una sconfitta per il mondo del calcio. Essere omosessuali non definisce te come persona, ma determina solo chi trovi attraente. Ognuno di noi è parte della razza umana e tutti abbiamo una passione in comune: amiamo il calcio e questa è la cosa più importante per tutti noi“.
Il coraggio delle parole…
Il calcio è di chi lo ama ❤️#Ekdal #Respect pic.twitter.com/aUnfCQh6lv
— Gianluca Abate (@Aba_Tweet) February 4, 2020
