Giroud, un gol oltre la discriminazione: “omosessualità nel calcio? Mi sono emozionato al coming-out di Hitzlsperger”

Olivier Giroud commenta il delicato argomento dell'omosessualità nel mondo del calcio: l'attaccante francese racconta di essersi emozionato quando ha visto il coming-out di Hitzlsperger

Ancora oggi, nel 2018, lo sport, come riflesso perfetto della società, rifiuta determinati aspetti della vita di tutti i giorni, considerati tabù. Molti di essi sono legati al sesso e all’orientamento sessuale degli sportivi. Specialmente all’omosessualità, segreto da celare e mantenere nell’ombra, al riparo da scandali e giudizi altrui, capace di smontare il mito del calciatore macho e playboy. Fortunatamente, alcuni protagonisti del mondo del pallone, hanno la mentalità abbastanza aperta per sensibilizzare colleghi, tifosi e chiunque venga a contatto con l’universo calcistico, in merito a tale argomento, ancor oggi molto delicato. Fra di essi c’è Olivier Giroud, attaccante del Chelsea e della nazionale Francese che ha dichiarato a ‘Le Figaro’: “quando ho visto Hitzl­sperger fare coming-out nel 2014 mi sono emozionato. Fino a quel momento ero sempre stato convinto che fosse impossibile dichiarare la propria omosessualità nel mondo del calcio. Del resto nei rapporti all’interno di uno spogliatoio molto è questione di testosterone, di cameratismo, ci si fa la doccia insieme… È ovviamente una situazione delicata. E capisco il dolore e la difficoltà nel riuscire a fare coming-out, è una prova complicata dopo un lavoro su se stessi che magari è durato anni. Ma io sono ultra tollerante e quando mi chiedono di sostenere le campagne contro la discriminazione come quella dei lacci arcobaleno, lo faccio volentieri”.