Un addio annunciato con sei medi di anticipo rispetto alla scadenza del contratto, ma la decisione di lasciare il Bayern Monaco per Pep Guardiola non è stata di certo una questione di soldi. “In questi tre anni ho fatto tutto quello che era possibile. Per migliorare c’è bisogno di nemici e critiche, di nuove sfide. In poco tempo si esauriscono i messaggi che puoi inviare ai tuoi giocatori, bisogna riuscire ad offrire loro qualcosa di nuovo ad ogni partita così che possano dire: che succede oggi, veramente devo fare questo?’. Si’, davvero, è meglio che lo fai”.
Una scelta sulla quale in molti sono pronti a storcere il naso: “Comprendo che la gente alle volte non capisca le mie decisioni, ma le partite sono tutte differenti. Io cerco di immaginare cosa abbia intenzione di fare l’avversario e di conseguenza come possa fare per superarlo. Oltretutto giocare sempre allo stesso modo è noioso. Ecco il perché delle critiche, dei nemici, ma sono proprio i problemi a farti migliorare. Non esiste un segreto che porti al successo: io lavoro molto e più lavoro, più sono sicuro di quello che faccio“.
