
Crotone, parla Nicola – Una tragedia che gli ha cambiato la vita, perché la tragica scomparsa di un figlio a soli 14 anni è qualcosa che lacera dentro, qualcosa difficile da concepire, un macigno sotto il quale rimanere schiacciati. Davide Nicola, invece, ce l’ha fatta. “Quanto ha contato il dolore vissuto nella sua esperienza umana? Direi molto. Io credo che la spiritualità di ognuno di noi sia proprio la ricerca verso il senso delle nostre vite e delle nostre azioni. Soprattutto cercare, trovare un equilibrio. Una volta che un uomo trova un equilibrio trova secondo me la strada per poter gestire qualsiasi situazione. E’ chiaro che si sta parlando magari di una situazione che nessuno vorrebbe vivere e anche quando ti immedesimi in quella degli altri non è mai la stessa cosa. La mia fortuna è stata quella di avere da sempre pochi valori ma fondamentali”, le parole dell’allenatore del Crotone al Corriere dello Sport.

Crotone, parla Nicola – “Noi siamo una famiglia numerosa, mia moglie, gli altri miei figli sappiamo che certe cose esistono, sappiamo che possono accadere a tutti. Per noi è stato motivo di voler di nuovo iniziare a costruire anzi, paradossalmente, ci ha dato anche più forza. Forza per il lavoro che facciamo, per ciò che riteniamo giusto e utile nella vita, per il senso che diamo ai valori che condividiamo. Da lui ho imparato soprattutto tre cose: a capire che si può essere contenti senza un reale motivo, ad essere sempre occupati con qualcosa, perché poi di fatto i ragazzi ti danno questo e a pretendere con ogni forza ciò che tu veramente desideri. Io questo ho imparato da mio figlio, se pure ha vissuto poco tempo rispetto a me. Mi aspetto, mi auguro, perché questo è quello che voglio pensare, la realtà che voglio crearmi, di poterlo un giorno rincontrare. Condivido con lui qualsiasi obiettivo che ho e non vedo l’ora di dedicargliene uno successivo, perché mi sembra di stare meglio“, ha concluso l’allenatore del Crotone.
