Un 2018 da dimenticare, cancellando la delusione della mancata qualificazione ai Mondiali di Russia per ritornare nel posto che compete all’Italia.

Roberto Mancini ha già iniziato il proprio lavoro, instillando nella sua Nazionale la voglia di giocare e divertire, puntando sui molti giovani che caratterizzano il panorama calcistico italiano. Intervistato in esclusiva dal Corriere dello Sport, il ct ha tracciato un primo bilancio: “sedersi su questa panchina era un sogno che si è realizzato, sono contento e penso di aver costruito una Nazionale speciale e divertente, sulle tracce di quella delle notti magiche del 1990. Sto lavorando pensando al futuro. Guardo i giovani, li studio, li preparo e li faccio giocare. Bonucci e Chiellini sono i miei Cristiano Ronaldo, poi Giorgio è impressionante. Immobile? Non è vero che ce l’ho con lui, è il miglior attaccante italiano ma la Nazionale non è come il club. Qui ci sono nove partite l’anno e vanno sapute sfruttare. Facciamo pochi gol, dobbiamo migliorare. A marzo iniziano le qualificazioni europee, se sono in difficoltà e Quagliarella continua a segnare uno o due gol a partita come adesso, lo convoco di corsa. Ma Fabio, per questioni anagrafiche, deve sapere che nel lungo periodo non può avere un futuro azzurro”.

Roberto Mancini si sofferma poi anche su Donnarumma: “calma, Buffon resta unico nella storia del calcio come Zoff. Numero uno che hanno bruciato la concorrenza. Gigio, tuttavia, con me non ha sbagliato una partita. Aspetto Meret, valuto Cragno e tengo presente Perin. Per quanto riguarda Balotelli, ho fatto il possibile e spero sempre che succeda qualcosa in positivo. Negli ultimi mesi ha dato davvero poco, tornerà in Nazionale solo se lo merita. Kean invece è pronto ad esplodere. Lui come Balotelli? Io ho fatto giocare Mario a 17 anni nell’Inter e ha segnato gol decisivi. Difficilmente Kean può fare adesso questa esperienza”.
