
Undici gol in campionato, tre in Champions League. Un totale di 14 reti che finora non sono servite a scrollarsi di dosso critiche e pressioni. Edin Dzeko però non è tipo da arrendersi, tantomeno da abbattersi dopo qualche partita giocata male. Per il riscatto era solo questione di ore, bisognava attendere solo la partita giusta per vederlo brillare di luce propria dopo un periodo di buio tetro. La scintilla si è accesa al San Paolo, sul palcoscenico in cui di solito si esibisce la squadra più estrosa della nostra serie A. Questa volta però non c’è stato spazio per il gioco spumeggiante del Napoli, ma solo per la fisicità e la possenza del bosniaco, tornato d’un tratto il giocatore prepotente degli scorsi mesi. Uno stacco di testa per incenerire Reina nel primo tempo, una sassata di sinistro a buttare giù la porta nel secondo. Due sprazzi di onnipotenza accecanti per il Napoli, a cui non sono serviti gli acuti di Insigne e Mertens per evitare una debacle che fa felice la Juventus, uscita vittoriosa dalla trasferta dell’Olimpico. Un poker che fa male quello calato dai giallorossi, una mano terribile che rischia di costringere gli azzurri a foldare nell’infinita partita a carte con i bianconeri, potenzialmente al comando adesso con una gara da recuperare.

La Roma invece scavalca la Lazio e si porta momentaneamente al terzo posto, in attesa che l’Inter domani giochi il derby contro il Milan. Nel caso in cui i rossoneri dovessero battere i nerazzurri, la corsa ai piazzamenti Champions diventerebbe ancora più spettacolare ed entusiasmante, una battaglia all’ultimo sangue in cui la Roma potrà contare sul ritrovato Dzeko che, finalmente, ha inforcato gli occhiali abbandonando quella fastidiosa etichetta di Edin ‘Cieco’. Di Francesco si affida a lui per battere lo Shakhtar agli ottavi e per prendersi quel terzo posto che vuol dire gloria. Per il Napoli invece non resta che rimuginare, toccherà adesso non sbagliare più per evitare che quello scudetto tanto sognato, svanisca in una fredda notte di inizio marzo.
