Il mercato è in continua evoluzione e il Napoli non vuole farsi trovare impreparato. Dopo la definizione dell’acquisto di Simone Verdi, il presidente De Laurentiis e il direttore sportivo Giuntoli lavorano su altri obiettivi, con la consapevolezza di dover rinforzare la rosa a disposizione di Carlo Ancelotti.

Il numero uno azzurro non ha l’abitudine di nascondersi e, nel corso di un’intervista al Corriere dello Sport, ha sottolineato come il Napoli farà altri cinque acquisti: “arriveranno due portieri, un esterno basso che sappia difendere e se vanno via Jorginho e Hamsik anche due centrocampisti. E poi abbiamo già preso Verdi. Vedrete che da noi Simone sarà più sereno a farà grandi cose. Fabian Ruiz? Stiamo solo aspettando il suo ok, che potrebbe arrivare a momenti. Incontro con Lainer? È successo anche l’altro giorno, a Milano, e stiamo nel pieno della chiacchierata. Per il portiere il Napoli non ha assolutamente fretta. A me piace molto Meret, però quando vai dai Pozzo sai che i prezzi diventano illogici. Areola è bravissimo, come altri; Keylor Navas ha esperienza. Avrei voluto comprare Alisson dalla Roma per 60 milioni di euro. Ma non è stato possibile e adesso la sua cessione è diventata un’asta. Chiesa della Fiorentina? Sono andato a pranzo con Diego Della Valle, ho offerto 50 milioni di euro e mi ha detto: ‘Non posso, è incedibile, sennò viene la rivoluzione a Firenze’. Gli ho fetto: tienimi presente se un giorno dovessi cederlo“.

Per quanto concerne gli eventuali addii di Hamsik e Jorginho, De Laurentiis svela: “Marek è stato a cena a casa mia con Venglos e mi hanno detto che sarei stato contattato da un club cinese. Non si è ancora fatto vivo nessuno. Per Jorginho ne ho riparlato giovedì con i dirigenti del Manchester e adesso i contatti li tiene Giuntoli, esistono possibilità più che concrete che a breve si arrivi a definizione. Koulibaly? E’ inavvicinabile e con lui anche Zielinski e Rog. Il Napoli è una realtà, siamo forti anche noi, più di quanto si sospetti. A volte mi viene il sospetto che questi nostri ragazzi vengano sottovalutati“. Non manca infine la chiosa sulla questione allenatore: “con Ancelotti ci sentiamo tutti i giorni e non ha mai avanzato pretese. È un uomo sicuro di sé. Ha padronanza del segno del comando. Il Napoli è in continua evoluzione e Ancelotti è la risposta più intrigante che potessimo dare a noi stessi.

Il Napoli ha una sua identità e un suo progetto, che Benitez ha cominciato a sviluppare in chiave internazionale con la sua intelligenza e la sua cultura. Con Carlo facciamo un ulteriore passo in avanti. Sarri? Non ci siamo più sentiti, non mi ha mai chiamato. Io dopo la partita con il Crotone l’ho salutato e poi ho aspettato ma né lui, né il suo manager Pellegrini si sono fatti più vivi. Ne ho preso atto e ho ripensato a una frase di mio padre: ‘Nella vita non ti devi mai meravigliare’. Chelsea? Mai ricevuto telefonate“.
