Il calcio piange la morte di Ezio Vendrame: genio e follia del ‘George Best italiano’

Ezio Vendrame è morto in mattinata nella provincia di Treviso: soprannominato il ‘George Best italiano’, ricordava il campione irlandese per il mix di talento e follia mostrato in campo

In un momento già abbastanza difficile per tutto lo sport italiano, il mondo del calcio piange la scomparsa di Ezio Vendrame, spentosi nella provincia di Treviso quest’oggi, all’età di 72 anni. L’ex calciatore era da tempo malato di tumore e si era ritirato a vita privata, come spiegato nella sua ultima intervista: “se devo parlare con degli imbecilli, preferisco morire in solitudine”.

Bastano poche parole ad inquadrare il personaggio, soprannominato il ‘George Best italiano’ per via dei suoi capelli lunghi e del mix di talento e follia mostrati in campo che lo accostavano al campione del Manchester United. Se Vendrame non raggiunse mai la gloria calcistica della sua controparte irlandese, sotto l’aspetto dei ‘colpi di testa’ (metaforici) non fu di certo da meno.

Chiedere ai compagni di squadra che, in un soporifero Padova-Cremonese lo videro correre verso la propria porta, dribblando tutti, fino a fermare la palla sulla linea e poi ricominciare l’azione da capo. L’allenatore del Napoli Luis Vinicio, si innamorò perdutamente del suo talento, lo fece giocare appena 3 partite e se ne sbarazzò in fretta e furia perché stufo del suo caratteraccio. A Padova lo ricordano per due motivi: quando fermò la partita per salutare il cantautore e amico Piero Ciampi, presente in tribuna; e quando indicò ai tifosi dell’Udinese, che lo avevano insultato per tutta la partita, il punto esatto in cui avrebbe segnato da calcio d’angolo… riuscendoci. L’apice di queste sue imprese a metà fra genio e follia? Il tunnel al proprio idolo Gianni Rivera, quella sì, una vera soddisfazione degna del ‘George Best italiano’.