
Morata non ha mai nascosto la grande stima nei confronti di Antonio Conte. Più volte lo spagnolo ha elogiato il tecnico italiano, oltre che per le sue abilità professionali, per la fiducia che ha avuto in lui chiamandolo alla Juventus. “Seppur non abbia mai avuto l’onore di lavorarci insieme, lui è il tecnico che più di tutti ha creduto in me e mi sento in debito: mi volle alla Juventus nell’estate del 2014 anche se lui poi andò via in estate – ha spiegato Morata ai microfoni del ‘Guardian’ – Mi conosce meglio di quanto si possa immaginare, è uno che sa motivare i propri giocatori a dare il massimo in ogni circostanza”.
Successivamente il giocatore ha parlato della sua esperienza alla Juventus e delle difficoltà della sua seconda stagione bianconera: “la gente pensa che noi siamo delle macchine ma non è così: dietro ogni cattivo momento ci sono sempre dei problemi personali. Avevo lasciato casa mia molto giovane e quella opzione di recompra in favore del Real mi condizionava un po. Ricordo che durante una sessione di allenamento non riuscivo nemmeno a controllare il pallone come si deve, il fisioterapista mi disse cosa non andava ed io scoppiai a piangere sul lettino dei massaggi. Ricordò che arrivò Buffon e mi tranquillizzò dicendomi che dovevo sfogarmi a casa perché chi mi voleva male avrebbe goduto a verdermi in quello stato. Poi ho conosciuto Alice e la mia vita è cambiata in positivo, ringrazio anche lei se ora sto bene”.

Infine Morata ha parlato di una possibile collaborazione con il tecnico al Chelsea: “potrebbe essere, lo spero: mi voleva anche al Chelsea ma non se n’è fatto nulla. Il futuro mi eccita, al Real Madrid o meno: ho 24 anni e sono nel pieno della forma, ho ancora tanto da imparare ma posso dire con tranquillità di stare bene”.

