
Il fascicolo aperto dalla Procura, soldi che non arrivano e debiti che continuano a salire. La situazione societaria del Milan diventa via via sempre più difficile da decifrare, Yonghong Li rischia davvero di perdere il club a causa di un fallimento che sta prendendo sempre più corpo. Il recente fallimento della “Jie Ande”, società di proprietà di Li e vera e propria cassaforte personale, rappresenta un enorme macigno sul club rossonero, che aveva nell’azienda cinese una garanzia per il proprio futuro. I sigilli applicati dal tribunale popolare di Shenzhen invece hanno fatto drizzare le antenne anche all’Uefa, che il prossimo 19 aprile riceverà il Milan per discutere del settlement agreement, via di fuga per la società rossonera che spera così di evitare guai ben peggiori. Il consiglio di amministrazione del club rossonero attende al momento i dieci milioni richiesti a Li Yonghong come aumento di capitale, un primo acconto per la ricapitalizzazione da 37,4 milioni che dovrà servire per tenere a galla la società fino al prossimo 30 giugno. Nessun euro però è finora finito nelle casse del Milan, che comincia a preoccuparsi per una situazione che diventa insostenibile anche per la squadra, che avrà adesso un periodo delicatissimo da affrontare. Il futuro non è per niente roseo, si aprono tre strade che Yonghong Li potrebbe seguire, vediamole nel

dettaglio.
Il pagamento di Li
La prima ipotesi riguarda il pagamento di Li, che si accollerebbe l’aumento di capitale per restare al comando del club. Il CdA del Milan ha fatto sapere che chiederà altri 28,4 milioni per tenere a galla il club, a cui andranno ad aggiungersi i riscatti e le tranche di pagamento previste per gli acquisti dei calciatori avvenuti nella scorsa finestra estiva di mercato.
Nuovo prestito
Nel caso in cui Yonghong Li non dovesse riuscire a versare quest’ultima tranche richiesta dal CdA, Elliott potrebbe intervenire in suo aiuto, concedendo un ulteriore prestito di 35 milioni di euro. Una soluzione che, se da un lato permetterebbe al Milan di chiudere la stagione senza assilli economici, dall’altro determinerebbe un aumento cospicuo di quel debito che la società deve ancora saldare nei confronti del fondo di Paul Singer. La quota da versare salirebbe così a 338 milioni più gli interessi, e il fondo anglo-americano acquisterebbe importanza. Questo rappresenta uno degli scenari più probabili, con una co-gestione tra Li Yonghong ed Elliott che assicurerebbe l’iscrizione alle coppe del Milan nel 2018-19.
Elliot subentra a Li

Cosa potrebbe accadere se la società non riuscisse a coprire il debito nei tempi previsti? Elliott ha in pegno le azioni rossonere, che quindi passerebbero in mano al fondo, che diventerebbe di fatto proprietario della società. E qui arrivano le novità. In un primo momento si pensava che Elliott avesse intenzione di rimettere sul mercato il Milan nel caso in cui si arrivasse a questo scenario, dalle ultime indiscrezioni in nostro possesso, salta fuori una condizione diametralmente opposta. Lo scenario che si profila è clamoroso. Elliott sembra non credere più nella possibilità di Li di ripagare il debito di cui sopra e si starebbe già muovendo per allestire di sana pianta la nuova società. L’intento è quello di non farsi trovare ‘impreparati’ nel caso in cui dovesse naufragare il progetto di Li. Elliott metterebbe a segno un vero e proprio affare, con un esborso di soli 303 milioni di euro prenderebbe possesso dell’interezza delle quote del Milan.
