
E’ il pericolo numero uno per l’Inter, il giocatore a cui Gattuso invece si affida per vincere l’ennesima grande sfida di questo scorcio di stagione. Suso rappresenta il fattore sorpresa di un Milan tornato a correre, un elemento imprescindibile a cui aggrapparsi per vincere anche le partite più difficili. Lo spagnolo lo sa e non fugge dalle sue responsabilità, dimostrando attaccamento e passione. Sul suo cammino adesso c’è l’Inter, una squadra in cui sarebbe potuto finire la scorsa estate se solo non avesse deciso di rimanere al Milan. A rivelarlo è proprio il numero 8 rossonero ai microfoni della Gazzetta dello Sport:
“In estate l’Inter mi ha fatto un’offerta. Io avevo appena cambiato procuratore e loro hanno parlato con lui. Poi quello che ha risposto il Milan al mio agente non lo so, io avevo le idee chiare: volevo stare qui e rinnovare. Potevo andare via anche prima di rinnovare, ma qui sto bene e sono molto contento. Poi nel calcio non c’è “per tutta la vita”, e ora è importante finire bene la stagione. Il derby? San Siro è sempre pienissimo, poi ha quella coreografia. Anfield è molto bello, ma lì non ho mai visto coreografie così. Poi certo, la partita è molto importante per la città e i tifosi. Io ho fatto venire la mia famiglia e quattro amici. Sono venuti quando ho segnato due gol, ora devono esserci sempre. All’Inter non toglierei Icardi, ho giocato nelle nazionali giovanili con Rafinha, prima che scegliesse il Brasile: se sta bene, è un grandissimo giocatore. A me se l’Inter va in crisi non interessa, ma se vinceremo sarà bellissimo: avremmo una possibilità di entrare in Champions. Ora siamo in un buon momento e così le gambe non pesano tanto. La sfida contro la Juve? Le finali non si giocano, si vincono. Sappiamo che la Juve è abituata alle finali, ma in partite così è 50-50: possiamo vincere noi e possono vincere loro. Come nel derby”.
Suso poi si sofferma a parlare dei propri compagni di squadra, sottolineando le caratteristiche di ognuno di loro e chi lo ha sorpreso di più tra tutti:
“Romagnoli. Mi sta piacendo tantissimo. Ha avuto problemi fisici ma ora ha un livello molto alto. Cutrone è molto intelligente dentro l’area, poi ha quel po’ di fortuna… È sempre dove serve per il gol e questo non si insegna. Guardate il gol contro la Roma, neanche vede la palla eppure la mette in porta. Magari mesi fa quel pallone avrebbe preso il palo, la faccia del portiere e sarebbe uscito. Montella? Qui c’era bisogno di cambiare ma io dovrò ringraziare per sempre Montella. Ognuno ha il suo modo di allenare e magari lui a Siviglia vincerà la Champions, di sicuro lavorava in maniera diversa. Quando vincevamo con lui, nessuno diceva nulla sul metodo. Gattuso ha vinto tanto e sa come funziona tutto questo. La caratteristica del suo Milan è la concentrazione. Mi ha colpito per la voglia di lavorare, gli piace quello che fa e mette molta intensità. Se ti alleni così, in partita è più facile. A lui piace parlare sempre. Ci avvisa su quello che stiamo sbagliando, a volte non noti una cosa e lui ti aiuta perché te lo dice. Io però voglio giocare il primo tempo sulla fascia dove c’è lui. Così mi urla per tutto il tempo ma almeno, nel secondo, sono tranquillo”.
