Genoa-Milan, anticipo caldissimo della 7ª Giornata di Serie A. Di fronte due squadre che hanno iniziato la stagione in maniera pessima, con rispettivamente 5 e 6 punti in classifica. Ambiente rovente da entrambe le parti, tifoserie che invocano a gran voce un cambio di rotta che, con l’imminente sosta, rischia di essere letale per uno dei due allenatori, entrambi sulla graticola.

Per ragioni di blasone, è il Milan ad avere molto di più da perdere. Dopo il tris di ko fra derby, Torino e Fiorentina, la panchina di Giampaolo traballa pericolosamente: squadra a tratti confusa, troppe volte impaurita alle prime difficoltà, ma soprattutto incapace di far male in fase offensiva. Serviva una reazione d’orgoglio, prima ancora di quella tecnica: reazione arrivata, seppur con qualche riserva. Il Milan vince in rimonta (non succedeva da febbraio) sul campo del Genoa per 1-2, riesce a far fronte ai propri errori (e a quelli dell’arbitro), soffre da squadra e trova segnali positivi negli uomini di maggior esperienza e nei giovani più talentuosi.
Dopo la confusione vista con la Fiorentina, Giampaolo si affida all’esperienza di Biglia e Bonaventura che non tradiscono: gara di personalità per ‘Jack’, match ordinato per l’argentino in regia. La difesa invece lascia qualche buco di troppo, nonostante la prova del nuovo Duarte sia tranquillamente sufficiente. In un primo tempo che stenta a decollare, complice l’impalpabilità di Piatek e le parate di Reina, serve un episodio per sbloccare la gara: proprio il portiere spagnolo si fa trovare impreparato su una punizione di Schone che, sul finire del primo tempo, regala il vantaggio ai rossoblu.

Sembra l’ennesimo copione di un film già visto: Milan sotto alle prime difficoltà, partita rovinata. Invece dagli spogliatoi viene fuori una squadra diversa. Giampaolo si gioca le carte giuste dalla panchina: dentro Paquetà per Calhanoglu e Leao per Piatek. Il brasiliano porta dinamismo, regala un paio di giocate importanti e l’assist per il pareggio di Theo Hernandez. Il portoghese dà profondita, velocità e pericolosità all’attacco rossonero, procurandosi il rigore che Kessiè trasforma. Reazione d’orgoglio del Milan che alla però alla lunga, quando le energie vengono meno e anche l’adrenalina della rimonta, torna a soffrire.

Calabria si fa espellere nel momento cruciale della gara, per un grossa ingenuità, regalando al Genoa la parità numerica nel finale. L’arrembaggio dei liguri si conclude con un rigore, molto dubbio, assegnato a Kouamè: Reina, che dalle immagini non sembra toccare l’attaccante genoano, si riscatta parando il penalty. Il Milan ottiene la terza vittoria in 7 gare: un successo sofferto, ma conquistato come squadra, frutto di un buon secondo tempo sul quale Giampaolo ha inciso positivamente con i cambi. La sosta porta tranquillità e risulta essere un buon momento per riflettere: è giusto togliere Piatek per qualche gara, nonchè dare una maglia da titolare a Leao e Bonaventura. Giampaolo deve credere nelle proprie idee.
