
Adesso che è arrivata anche l’ufficialità, si mette male per il Milan. Il no dell’Uefa al voluntary agreement proposto dalla società rossonera apre scenari tetri, viste anche le sanzioni irrogate nei confronti dei club che hanno già percorso questo iter. L’unica cosa da fare per Fassone è quella di presentare altro materiale all’organo europeo, inserendo alcune integrazioni che possano in un certo far cambiare idea all’Uefa nei primi mesi del prossimo anno. Il no arrivato ieri infatti non prefigura il passaggio automatico al settlement, la commissione Uefa deve riunirsi di nuovo e dare parere positivo. A quel punto, ecco che inizierà il toto-sanzione, con il Milan che tuttavia cova un leggero ottimismo. Il club rossonero potrebbe ricevere una sanzione pecuniaria e rispettare un certo equilibrio nel saldo fra acquisti e cessioni, situazione che obbligherebbe Fassone ad un mercato low cost, molto diverso rispetto a quello della scorsa estate.

Nel caso in cui la situazione dovesse precipitare, si potrebbe arrivare ad una riduzione della lista Uefa fino al grande spauracchio dell’esclusione dalle coppe. Andando in contro al settlement, il Milan avrà degli obiettivi ben precisi da raggiungere, cioè ridurre le perdite di bilancio entro limiti stabiliti dall’Uefa. Infine, il club rossonero dovrà riequilibrare il rapporto costi-ricavi, elemento che obbligherà senza dubbio Fassone a qualche cessione eccellente, per ridurre anche il monte stipendi, aumentato di oltre 50 milioni lordi in questa stagione. Fassone prende tempo e confida nel rifinanziamento, tuttavia la situazione resta davvero complicata.
