L’accesso alla Champions League mancato all’ultima giornata, 68 punti conquistati come nessuno negli ultimi 6 anni, l’appoggio incondizionato dei giocatori e della maggioranza della tifoseria: tutto questo non è bastato, Gennaro Gattuso ha preso la decisione di dimettersi dal ruolo di allenatore del Milan.
L’ex centrocampista rossonero ha rinunciato a 2 anni di contratto da 5.5 milioni complessivi. Del resto, il Milan per lui non è una faccenda di soldi, ma di cuore. Alla base dell’addio ci sarebbe l’impossibilità di ottenere gli obiettivi prefissati, ovvero l’accesso a quella Champions League che manca dal 2012-2013, facendo un mercato ‘low cost’ a causa delle limitazioni imposte dall’UEFA. Intervistato da Repubblica, Gattuso ha spiegato: “decidere di lasciare la panchina del Milan non è semplice. Ma è una decisione che dovevo prendere. Non c’è stato un momento preciso in cui l’ho maturata: è stata la somma di questi diciotto mesi da allenatore di una squadra che per me non sarà mai come le altre. Mesi che ho vissuto con grande passione, mesi indimenticabili. La mia è una scelta sofferta, ma ponderata. Rinuncio a due anni di contratto? Sì, perché la mia storia col Milan non potrà mai essere una questione di soldi”.

