Milan, Fassone allo scoperto: “Problemi di soldi? Macchè! Vi svelo il piano cinese di Yonghong Li”

Il nuovo amministratore delegato del Milan Marco Fassone svela i dettagli del piano cinese di Yonghong Li

LaPresse/Claudio furlan
LaPresse/Claudio furlan

Milan, parla Fassone – Prima conferenza stampa della nuova proprietà del Milan, con Marco Fassone, amministratore delegato rossonero, illustra così i piani di rilancio del presidente Yonghong Li. “L’obiettivo che abbiamo di tornare in cima al mondo non può che transitare dallo sviluppo del business in Asia. All’inizio non vi nascondo che ad agosto quando mi venivano raccontati certi obiettivi ero abbastanza incredulo. Con il passare dei mesi mi son reso conto che lì c’è un potenziale che può essere esplorato e realizzato in pieno solo con una proprietà locale. La nostra idea è creare una società cinese deputata solo allo sviluppo del brand in Cina per aumentare i ricavi e il fatturato. In modo che parta un circolo vizioso che possa continuamente alimentarsi”, le parole di Fassone in conferenza riportate da MilanNews.it.

Berlusconi LiMilan, parla Fassone – Il nuovo AD del Milan spazza via i dubbi su qualsiasi problema economico: “Fatturato a medio lungo-termine? Posso assicurare che non ci sono difficoltà economiche. Sotto l’aspetto finanziario hanno idee innovative per il club. Poi c’è il mio lavoro. Se vogliamo portare il Milan a competere con i colossi del calcio mondiale il fatturato dovrà raddoppiare e forse di più. Con la nuova formula della Champions, l’esserci o non esserci cambia la vita. Stiamo parlando di una società che si qualifica agli ottavi di finale, non che arrivi in finale. Già una cosa del genere significa incassare, stando bassi nelle stime, i 50 milioni di euro di entrate all’anno. E poi c’è la Cina, un mercato che i club più importanti non sono mai riusciti a sviluppare più di tanto. Il Milan, l’ho visto con i miei occhi, è qualcosa di straordinario in Cina. Per loro compete con i top a livello di popolarità. A medio periodo poi c’è lo stadio, tutti i club di primo livello che hanno cambiato lo stadio hanno raddoppiato da un anno all’altro il fatturato da stadio. Lo ha fatto anche la Juventus”.