
Rino Gattuso non mollava mai in campo e non è il tipo che cambia atteggiamento anche se in un’altra veste. “Io alle dimissioni non ci ho mai pensato – dice in conferenza stampa alla vigilia della sfida di domani contro l’Atalanta, smentendo le illazioni sulla sua volontà di farsi da parte dopo la sconfitta di Verona – sono stato in sede per parlare del ritiro. Per me è una grandissima occasione, sapevo quando ho accettato che c’erano delle difficoltà. Sapevo che c’è da lavorare, ho grandissime responsabilità. Abbiamo 300/400 milioni di tifosi nel mondo. Il ritiro non è punitivo“. Non sarà punitivo, ma per Gattuso era “il minimo venire a lavorare qui dopo il punto a Benevento e il 3-0 a Verona. Sono state scritte tante falsità, non c’è stato un giocatore che si è ribellato. Se qualcuno si ribellava eravate i primi a saperlo. Nel mondo di oggi le cose antiche sono ancora più belle“.
Per lui non esiste un problema Bonucci nè la possibilità che ossa andar via: “è sempre il primo a mettere la faccia di fronte i problemi, non si tira indietro, è un esempio per tutti gli altri, nessuno mi ha detto che tra un po’ non ci vedremo più. Ad oggi è uno dei giocatori che fa di tutto per risolvere i problemi, si assume le responsabilità“. E che Berlusconi abbia sempre voluto le due punte non è una novità: “nulla di nuovo, ci ho parlato un’ora quando sono diventato allenatore. Lo sa anche mio figlio che il presidente ama i due centravanti e il trequartista, ma in questo momento io devo valutare le caratteristiche dei miei giocatori“. (ITALPRESS)

