Doveva essere una giornata ricca di passione questa, ma purtroppo si è trasformata in un bruttissimo incubo. Il difensore della Fiorentina, Davide Astori, è stato trovato morto nella sua camera d’albergo di Udine. Il giocatore era stato convocato dall’allenatore Stefano Pioli per giocare contro l’Udinese nella match valido per la 27ª giornata di Serie A. Davide Astori nella notte è rimasto vittima, nella notte, di un arresto cardiaco e il suo cuore non ha retto. La giornata odierna della Serie A è stata rinviata a data da destinarsi, in segno di rispetto verso la famiglia del difensore della Fiorentina. Da Della Valle, a Buffon passando a Totti e tanti altri, hanno scritto messaggi di cordoglio per ricordare la bellissima persona che era Davide Astori. Anche Marino Bartoletti, giornalista e conduttore televisivo, ha voluto parlare della dolorosa scomparsa del difensore, tramite un messaggio riportato nel suo profilo Facebook:
“un pugno nello stomaco! Anzi, un pugno al cuore! Davide Astori, capitano della Fiorentina, è morto nel sonno a poche ore dalla partita con l’Udinese. Aveva 31 anni! Ne ho vissute tante altre di tragedie nello sport! E troppe ne ho dovute commentare! Questa è fra le più sconvolgenti! Nei racconti del calcio, specie in questi giorni, quante volte sono state usate a vanvera la parola “dolore” e addirittura “dramma” abbinate a una sconfitta o a una delusione. Sarebbe utile che tutti rivedessimo il nostro vocabolario Davide era un ragazzo serio, intelligente e sensibile: amava la musica e l’architettura. Dovunque ha giocato ha portato il segno della sua educazione (sportiva e non), del suo equilibrio, della sua gentilezza e della sua maturità di uomo e di calciatore. Non si diventa “capitano” per caso! Ha un bimba di due anni: si chiama Vittoria! Che le raccontiamo?”
